Manovra da 23,5 miliardi, il Dpb: 4 mld alle famiglie, tre alle imprese
Manovra resta in attesa dell'ufficialità su clausola nazionale di salvaguardia. L'impatto stimato in 12,4 miliardi di euro
Arriva il Dpb a Bruxelles ma in vista della manovra resta tutto è stand-by. Almeno fino a quando non ci sarà “la definizione puntuale degli interventi che confluiranno nel disegno di legge di bilancio di prossima presentazione al parlamento terrà conto degli esiti delle interlocuzioni in corso con le autorità europee finalizzate alla migliore definizione del perimetro di attivazione della clausola nazionale di salvaguardia”. Intanto, però, le cifre iniziano a correre e a delineare quella che sarà l’ultima (e più difficile) manovra del governo Meloni.
Dpb, l’orizzonte della manovra in attesa di Bruxelles
Al centro della manovra, come si legge nel Dpb, ci sarà “la tutela del potere di acquisto delle famiglie, con particolare attenzione a quelle più fragili, nonché il sostegno alle imprese e gli investimenti”. I nodi vengono, chiaramente, da quello che il documento programmatico di bilancio definisce “uno scenario internazionale segnato dal perdurare delle tensioni geopolitiche e dalle loro ripercussioni sui prezzi, in particolare quelli energetici, sul potere di acquisto delle famiglie e sulla competitività del sistema produttivo”.
I numeri della manovra
La manovra di finanza pubblica sarà per il triennio 2027-29. Complessivamente, l’entità di questa manovra dovrebbe assommare a circa 23 miliardi di euro. Per un impatto complessivo stimato in poco meno di dodici miliardi e mezzo di euro. Per la precisione si tratta di 12,4 miliardi, pari allo 0,54% del Pil. Rimane, chiaramente, il grande tema della flessibilità. E della clausola nazionale di salvaguardia che offre all’Italia 28,8 miliardi, in due anni, da suddividere equamente per misure su energia e Difesa.
Le coperture da tagli, banche e giochi
Dal Dpb escono i numeri per le coperture in manovra. A cominciare dalle banche, da cui ci si aspetta di incamerare fino a quasi cinque miliardi di euro. Per l’esattezza, il contributo chiesto al credito e alla finanza impatta sul pil per una percentuale dello 0,21% e si contabilizza in più di 4,6 miliardi di euro. Si tratta del contributo maggiore. Un altro miliardo (abbondante) arriverà dai tagli ai Ministero (per lo 0,05% del prodotto interno lordo), dai giochi arriverà un contributo pari allo 0,03% del Pil. “Il miglioramento della capacità di programmazione della spesa contribuirà a rendere più efficace l’impiego delle risorse disponibili e a sostenere il conseguimento degli obiettivi della manovra. Concorrono al finanziamento della manovra, inoltre, misure a carico del settore finanziario e in materia di giochi”.
La spesa per comparti
Dai dati del Dpb, per la sanità in Manovra verrà investito lo 0,1 per cento del Pil, pari a 2,3 miliardi. Per le infrastrutture, invece, saranno messe sul campo risorse pari a circa tre miliardi di euro, pari allo 0,13% del Pil. Per quanto attiene alla Difesa, invece, al dicastero sarà assegnato l’equivalente dello 0,19% del Pil, pari a poco meno di quattro miliardi di euro. La lettura di questi dati ha già innescato la feroce contrapposizione tra i partiti e già volano improperi e accuse tra il centrodestra e le opposizioni del campo largo.
Sette miliardi tra famiglie e imprese
In manovra, stando a quanto si legge nel Dpb, saranno destinate risorse per sette miliardi a sostegno delle famiglie e delle imprese. In particolare, per quanto riguarda le prime, saranno destinatarie di misure per un ammontare di euro complessivamente stimato in quattro miliardi, pari allo 0,21 per cento del Pil. Per le aziende, invece, ci saranno investimenti intorno ai tre miliardi per un incidenza sul prodotto interno lordo stimata nello 0,14%.
Gli obiettivi centrati dal Mef
Il Ministro dell’economia e delle finanze Giancarlo Giorgetti ha fatto sapere, in una nota firmata proprio dal Mef che il Dpb “che “conferma tutti gli obiettivi programmatici indicati nel Documento Programmatico di Finanza Pubblica (Dpfp), come approvato dalle Camere, e, in particolare, il tasso di crescita dell’indicatore della spesa netta”. E quindi spiega: “Questo tasso, inclusivo dell’utilizzo degli spazi di bilancio connessi all’attivazione della clausola di salvaguardia nazionale in materia di difesa ed energia, è pari al 3,3 per cento nel 2027 e all’1,7 per cento nel 2028. Nel 2029, l’indicatore è previsto allo 0,2 per cento. Al netto degli impieghi derivanti dall’utilizzo della clausola, il tasso di crescita annuo della spesa netta è previsto all’1,9 per cento nel 2027, all’1,7 per cento nel 2028 e all’1,5 per cento nel 2029, rispettando i limiti previsti dalla raccomandazione del Consiglio”.
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