I “sindaci sceriffi” dei laghi: ecco chi sono
La loro, una lotta per la sopravvivenza identitaria di intere comunità
Questa estate sta trasformando i laghi del Nord Italia in un inedito laboratorio di resistenza sociale: dietro la facciata scintillante si sta consumando una mutazione profonda, piccoli borghi governati da “sindaci sceriffi”.
I “sindaci sceriffi”
La loro, una lotta per la sopravvivenza identitaria di intere comunità. A Varenna, sul Lago di Como, il sindaco Mauro Manzoni ha dichiarato guerra al “turismo sbracato”. Multe fino a 200 euro per chi circola a torso nudo e gruppi organizzati limitati a un massimo di 25 persone. In più, il divieto assoluto di usare altoparlanti.
Il dato che scuote è però un altro: i residenti reali sono scesi sotto quota 500, mentre nei picchi estivi si sfiorano le 140mila presenze giornaliere. “Oggi mi sento il direttore di un villaggio turistico”, confessa Manzoni.
E’ il paradosso del turismo che regola i trend: l’esplosione degli affitti brevi (passati da 50 a 400 strutture in dieci anni) ha reso impossibile trovare casa per le famiglie e per i lavoratori stagionali.
Da Varenna al Garda multe a go go
Spostandosi sul Garda, una difesa incentrata sulla mobilità. Peschiera del Garda ha stanziato 710mila euro per un monitoraggio ottico e pannelli a messaggio variabile che indicano in tempo reale la saturazione dei parcheggi, cercando di intercettare le auto prima che intasino il centro.
A Padenghe, Albino Zuliani ha siglato il divieto di consumo di alcol sulle spiagge per contrastare il degrado e i rifiuti. Riva del Garda e Sirmione hanno blindato le Ztl h24, trasformando l’accesso in un labirinto burocratico per i pendolari giornalieri.
I sindaci stanno affrontando una sfida globale con armi limitate, le ordinanze comunali. Invocata una regia nazionale per il contingentamento dei flussi, gli enti locali si rifugiano in barriere amministrative.
I laghi: belle “scenografie” vuote?
Il vero limite è normativo: lo Stato impone tetti alla spesa per il personale che impediscono di assumere nuovi vigili urbani, anche quando i Comuni avrebbero le risorse necessarie grazie all’imposta di soggiorno. I laghi, quindi, rischiano di diventare splendide scenografie vuote. Dove la memoria locale svanisce insieme ai suoi ultimi abitanti.
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