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“Controlli alle frontiere”, cosa cambia per le vacanze in Spagna

Scattano da oggi, 8 agosto le misure adottate dal governo spagnolo: cosa cambia per chi parte dall'Italia

di Flavia Romani -


Chi parte dall’Italia per una vacanza in Spagna dovrà mettere in conto, da sabato 8 agosto, possibili controlli alle frontiere. Madrid ha infatti deciso di reintrodurre verifiche temporanee sui viaggiatori in arrivo dall’Italia, in risposta alla misura adottata da Roma dall’1 agosto nei confronti degli arrivi dalla Spagna dopo la crisi migratoria di Ceuta. I controlli resteranno in vigore fino al 7 settembre e interesseranno soprattutto aeroporti e porti, proprio nel cuore della stagione turistica.

Per i cittadini italiani, però, non cambiano i requisiti per entrare nel Paese. La Spagna fa parte dell’Unione europea e dell’area Schengen: non servono visti né autorizzazioni particolari. Per viaggiare è sufficiente avere con sé una carta d’identità valida per l’espatrio oppure un passaporto in corso di validità.

C’è però un dettaglio importante da tenere presente. Dal 3 agosto 2026 le carte d’identità cartacee non sono più valide per l’espatrio. Chi ha ancora questo tipo di documento deve quindi utilizzare la carta d’identità elettronica (CIE), purché valida per l’espatrio, oppure il passaporto. Prima di partire è dunque fondamentale controllare la scadenza e verificare che sul documento non compaia la dicitura «non valida per l’espatrio».

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Controlli in ingresso in Spagna: cosa succede in aeroporto

I controlli spagnoli potranno essere effettuati negli aeroporti al momento dell’arrivo. Il governo di Madrid non ha fornito indicazioni dettagliate sulle modalità, né ha chiarito se le verifiche saranno generalizzate o a campione. In base allo schema utilizzato dall’Italia, potrebbero essere controlli mirati soprattutto sui cittadini di Paesi extra-Ue che arrivano dalla Spagna.

Per chi ha cittadinanza italiana, quindi, non dovrebbe cambiare nulla rispetto alle normali procedure di viaggio, ma il documento dovrà essere facilmente disponibile per l’eventuale verifica. In aeroporto è consigliabile tenerlo a portata di mano e arrivare con qualche minuto di anticipo rispetto al consueto, considerando che nei giorni di maggiore traffico potrebbero formarsi code.

Chi viaggia in nave, traghetto o in auto

Le verifiche riguarderanno anche gli arrivi via mare. Chi raggiunge la Spagna in traghetto dovrà quindi avere il documento pronto per l’eventuale controllo allo sbarco. Le principali rotte marittime collegano l’Italia con Barcellona e altri porti spagnoli del Mediterraneo. Anche in questo caso è prudente considerare possibili tempi di attesa più lunghi.

Per chi sceglie di raggiungere la Spagna in automobile, il percorso passa necessariamente dalla Francia, non esistendo un confine terrestre diretto tra Italia e Spagna. Anche durante il viaggio è quindi opportuno avere con sé un documento valido per l’espatrio: carta d’identità elettronica o passaporto. Il documento può essere richiesto durante eventuali controlli lungo il percorso o al confine franco-spagnolo.

Cosa serve ai minori per i controlli in Spagna

Anche i bambini devono avere un documento personale valido per l’espatrio. Non è possibile viaggiare utilizzando il documento del genitore: ogni minore deve essere munito della propria carta d’identità o del proprio passaporto.

Per i minori la durata dei documenti è diversa da quella degli adulti: la validità è di tre anni per i bambini da zero a tre anni e di cinque anni per quelli dai tre ai 18 anni. I minori fino a 14 anni devono inoltre viaggiare accompagnati. Prima della partenza è quindi importante verificare che i documenti di tutti i componenti della famiglia siano ancora validi.

In sostanza, per gli italiani non cambia il documento necessario per entrare in Spagna: CIE valida per l’espatrio o passaporto. La novità riguarda soprattutto la possibilità di essere sottoposti a controlli alle frontiere fino al 7 settembre. Chi parte in queste settimane deve quindi semplicemente arrivare preparato, con i documenti a portata di mano e qualche minuto di margine in più, soprattutto negli aeroporti e nei porti più affollati.


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