Alla Farnesina lo sport diventa diplomazia
C’è un’Italia che sa farsi riconoscere nel mondo anche attraverso lo sport. Per i suoi campioni e anche per quello che ruota intorno a una gara: aziende, turismo, territori. È questa la fotografia uscita ieri dalla Farnesina, dove si è svolta la terza Giornata dello Sport Italiano nel Mondo, quest’anno dedicata al rapporto tra impresa, mare e sport.
Il titolo, “Italia: Terra d’imprese, Mare d’eccellenze”, guarda già al prossimo grande appuntamento, l’America’s Cup di Napoli del 2027. Ma il tema va oltre la vela, un grande evento internazionale è una vetrina per una filiera che mette insieme infrastrutture, innovazione, imprese e che può diventare uno strumento concreto di promozione del Made in Italy. Non è un caso che la diplomazia sportiva stia assumendo un peso crescente.
Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha nominato i nuovi Ambasciatori della Diplomazia dello Sport: campioni di discipline diverse, da Luna Rossa – rappresentata dall’amministratore delegato Max Sirena – alla Nazionale femminile paralimpica di sitting volley. Tra i nomi scelti ci sono Sara Curtis, Chiara Pellacani, Dariya Derkach, Simone Barlaam, Caterina Banti, Antonio Squizzato, Alessandra Sensini, Massimiliano Rosolino e Marta Maggetti. Atleti dello sport olimpico e paraolimpico che diventano volti attraverso cui raccontare un’Italia competitiva. Il ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi ha definito questa fase una “staffetta dei grandi eventi”, dai Giochi del Mediterraneo di Taranto all’America’s Cup di Napoli.
La geografia dei grandi eventi si allarga al Mezzogiorno
E in questa staffetta entra anche Reggio Calabria, scelta per ospitare a dicembre le Next Gen ATP Finals. È un passaggio interessante: raccontacome l’obiettivo sia quello di allargare la geografia delle grandi opportunità sportive e portare il Mezzogiorno sempre più dentro i circuiti internazionali. Una dimostrazione concreta che dietro ad una competizione non ci sono solo atleti e pubblico, c’è una filiera che può generare valore e costruire relazioni internazionali.
Lo sport italiano ha già una forza riconosciuta, la sfida è utilizzarla con continuità, trasformando i grandi eventi in occasioni per promuovere non solo chi scende in campo, ma tutto ciò che il nostro Paese è capace di fare intorno a quel campo.Ed forse è questa la partita più interessante: fare dello sport una delle lingue con cui l’Italia parla al mondo.
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