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Statua dorata di Trump: perché fa discutere

Il "Don Colossus" paragonato al biblico "vitello d'oro"

di Daniel Walker -


Statua dorata di Trump in Florida: inaugurata la colossale scultura “Don Colossus” tra simbolismo politico e polemiche religiose.

Una imponente statua dorata raffigurante Donald Trump, ribattezzata “Don Colossus”, è stata ufficialmente presentata e consacrata al pubblico negli Usa. Ha sede presso il Trump National Doral, il golf resort di proprietà del presidente degli Stati Uniti vicino a Miami. L’opera è già diventata un caso mediatico negli Usa per dimensioni, simbolismo e reazioni contrastanti.

Dove si trova e cosa rappresenta la statua dorata

La scultura è stata collocata all’interno del complesso del Trump National Doral, struttura frequentata anche per eventi politici e incontri pubblici. L’immagine raffigura Trump con il pugno destro sollevato. Un gesto che richiama direttamente il momento successivo all’attentato subito durante un comizio in Pennsylvania nel 2024.

Dimensioni e caratteristiche dell’opera dedicata a Trump

L’opera è di dimensioni monumentali: altezza superiore ai 4 metri e mezzo, basamento di circa 2 metri. Una struttura complessiva oltre i 6 metri, del peso di diverse tonnellate tra statua e supporto.

Realizzata in metallo bronzeo, la superficie è stata rifinita con una lamina dorata ad altissima purezza, che le conferisce un aspetto altamente scenografico e riflettente.

L’autore

La statua è firmata dallo scultore Alan Cottrill, già noto per lavori pubblici negli Stati Uniti, tra cui monumenti istituzionali esposti anche a Washington.

La realizzazione non è stata lineare. L’opera è rimasta per mesi nello studio dell’artista a causa di una disputa economica con i committenti, un gruppo di investitori legati a un progetto di criptovaluta. Secondo quanto emerso, lo scultore avrebbe trattenuto la statua in attesa del saldo finale del compenso.

La controversia economica

Al centro della vicenda ci sarebbe stato un mancato pagamento di circa 90mila dollari e un utilizzo non autorizzato dell’immagine della statua per promuovere un token digitale. La disputa si è poi chiusa nelle settimane precedenti all’inaugurazione, con il versamento della somma residua e lo sblocco della consegna.

Le richieste sull’aspetto e le tensioni creative

Durante la fase di produzione, i finanziatori avrebbero chiesto modifiche estetiche per rendere il volto di Trump più snello e meno marcato in alcune zone anatomiche. Richieste che lo scultore avrebbe accolto con riluttanza, alimentando ulteriori tensioni interne al progetto.

Le reazioni e le polemiche negli Stati Uniti

L’installazione ha immediatamente acceso il dibattito pubblico. Sui social e in ambienti religiosi conservatori si è discusso del significato dell’opera. Alcuni critici che hanno evocato il paragone con il “vitello d’oro” biblico, interpretandola come simbolo di eccesso politico o idolatria moderna.

Dall’altra parte, durante la cerimonia, il pastore evangelico Mark Burns ha difeso l’opera. E sostenuto che la statua rappresenti valori come “resilienza, patriottismo e forza”, respingendo le accuse di blasfemia.


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