Stati Uniti e Iran stanno trattando per arrivare a un’intesa di breve termine e limitata, volta a stabilizzare il traffico nello Stretto di Hormuz e ad evitare la ripresa della guerra. La Reuters ha scritto che l’accordo temporaneo fermerebbe i combattimenti e permetterebbe alle parti di non arenarsi davanti alle questioni più difficili da risolvere, specialmente quelle sul programma nucleare iraniano e il destino dell’uranio arricchito. Il tutto si articolerebbe in tre fasi: porre formalmente fine alla guerra, risolvere la crisi nello Stretto e avviare una finestra di 30 giorni per dei negoziati su un accordo più ampio.
Islamabad non si sbottona sulle trattative tra Usa e Iran
Il Ministero degli Esteri pachistano ha commentato i contatti tra Stati Uniti e Iran, rifiutandosi di fornire dettagli più precisi. “Accogliamo con favore la notizia di un possibile accordo, ma in qualità di mediatori, non rischieremo la fiducia delle parti rivelando dettagli. È impossibile sapere quanto le due parti siano vicine o lontane dalla firma di un accordo, ma siamo ottimisti”, si legge in un comunicato ministeriale. Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha avuto la notte scorsa una conversazione telefonica con il presidente americano Donald Trump, dopo la riunione del gabinetto di sicurezza.
Pezeshkian ha incontrato Khamenei
Il presidente iraniano Massoud Pezeshkian ha annunciato di aver incontrato, in una data non precisata, la Guida Suprema Mojtaba Khamenei, che non è più apparsa in pubblico dalla sua nomina all’inizio di marzo. “Ciò che mi ha colpito di più durante questo incontro è stata la visione e l’approccio umile e sincero della Guida Suprema della Rivoluzione Islamica”, ha dichiarato Massoud Pezeshkian in un video trasmesso dalla televisione di Stato. Khamenei, ferito nei bombardamenti del primo giorno di guerra che sono costati la vita a suo padre, Ali Khamenei, si è espresso solo tramite comunicati dalla sua investitura.
La coalizione per Roma
I Co-promotori Italia e Croazia, quest’ultima nella qualità di Paese con Presidenza MED9, a seguito delle discussioni tenutesi a Roma con i rappresentanti di 40 Paesi, partner e organizzazioni internazionali, hanno promosso il lancio della “Coalizione di Roma” sull’accesso ai fertilizzanti e la sicurezza alimentare. Lo ha comunicato la Farnesina in una nota. I partecipanti hanno riconosciuto che la crescente instabilità in Medio Oriente e nell’area mediterranea in generale, comprese le interruzioni alla sicurezza marittima e alle rotte strategiche legate allo Stretto di Hormuz, sta avendo delle ricadute significative sulle catene di approvvigionamento globali di fertilizzanti e prodotti alimentari, con conseguenze particolarmente gravi per i Paesi vulnerabili in Africa e nel Mediterraneo.
Ricordata l’analisi presentata durante la 180ª sessione del Consiglio della FAO del 28 aprile 2026 sull’impatto delle tensioni nella regione del Golfo e sulla chiusura delle principali rotte marittime, che impone un maggiore coordinamento a livello internazionale per rafforzare la sicurezza alimentare, la resilienza economica e la stabilità regionale.
Proteggere il Mediterraneo
I co-presidenti hanno sottolineato l’impegno comune a preservare il Mediterraneo come spazio di pace, dialogo e cooperazione. La coalizione dovrebbe contribuire a impedire che l’insicurezza alimentare e le interruzioni delle catene di approvvigionamento aggravino ulteriormente l’instabilità, le pressioni umanitarie e i flussi migratori.
Israele bombarda ancora il Libano
Gli attacchi aerei israeliani hanno preso di mira con intensità la città libanese di Nabatieh. Israele non effettuava attacchi nella città nel sud del Libano da diverse settimane. “Dico ai nostri nemici nel modo più chiaro possibile”, che “nessun terrorista gode di immunità. Chiunque minacci Israele mette a rischio la propria vita”. A dichiararlo è stato il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, riferendosi all’uccisione del comandante della forza Radwan di Hezbollah a Beirut, accusato di essere “lo stesso terrorista che ha diretto il piano per conquistare il Nord”.
“A quanto pare – ha proseguito – ha letto sui giornali che a Beirut poteva godere dell’immunità. L’ha letto…e questo non accadrà più”. Netanyahu ha rivendicato che nel corso dell’ultimo mese lo Stato ebraico ha eliminato più di 200 membri del Partito di Dio.