Catania, corista del Teatro Massimo Bellini vince la causa ma non canta
Teatro Massimo 'Vincenzo Bellini' di Catania
È passato più di un anno da quando, nel giugno del 2025, il Confsal – Libersind denunciò quanto stava accadendo al Teatro Massimo Bellini di Catania, dove alcuni artisti del coro che avevano già maturato il diritto di precedenza vennero esclusi dalle successive chiamate perché non avevano partecipato alle nuove selezioni.
La nostra posizione fu chiara sin dall’inizio: un diritto di precedenza già maturato non può essere cancellato imponendo al lavoratore di partecipare a una nuova selezione. Avevamo inoltre contestato l’utilizzo della nuova graduatoria quando, per la stagione ancora in corso, risultava vigente quella precedente. I lavoratori esclusi hanno deciso di non arrendersi e si sono rivolti al Tribunale di Catania.
Oggi, sia pure nell’ambito di un giudizio ancora nella fase cautelare, uno dei due lavoratori ha ottenuto il riconoscimento del diritto di precedenza che aveva rivendicato sin dall’inizio.
Sono però trascorse ormai due settimane dal provvedimento e, ad oggi, il Teatro non vi ha ancora dato seguito. Un dato che desta ancora maggiore preoccupazione se si considera che l’attività produttiva dell’Ente è proseguita e che, nel frattempo, si sono susseguite produzioni nelle quali è previsto l’impiego del coro. Il lavoratore avrebbe potuto essere richiamato in servizio già in occasione de I Puritani e, invece, è ancora in attesa di tornare di formale convocazione.
È proprio questo, adesso, il punto. Un provvedimento del giudice non può rimanere sulla carta mentre il Teatro continua le proprie produzioni e si presentano concrete occasioni nelle quali il diritto riconosciuto potrebbe trovare applicazione. Il rischio, altrimenti, è che trascorrano le produzioni una dopo l’altra e che una pronuncia ottenuta dal lavoratore dopo oltre un anno senza lavoro finisca, nei fatti, per rimanere lettera morta.
Il Confsal – Libersind esprime quindi piena solidarietà al collega e si aspetta che il Teatro dia finalmente seguito al provvedimento, consentendogli di tornare a svolgere la propria attività.
Ma c’è una questione che va oltre questa singola vicenda. Quel lavoratore ha portato avanti una battaglia che riguarda anche altri precari e che investe direttamente l’applicazione del contratto collettivo. Per questo ci aspettiamo che anche le altre organizzazioni sindacali prendano posizione, ma su un punto preciso: chiedano al Teatro, insieme a noi, che il lavoratore venga immediatamente richiamato in servizio e che al provvedimento cautelare del Tribunale di Catania venga dato concretamente seguito.
Non dovrebbe essere necessario avere in tasca la tessera del Sindacato “giusto” perché un’Organizzazione Sindacale chieda il rispetto di un diritto riconosciuto a un lavoratore. Se quel diritto trova fondamento nel CCNL, la sua effettiva applicazione riguarda tutti, iscritti e non iscritti.
È questo il momento in cui il sindacato deve dimostrare che la tutela del contratto collettivo viene prima delle appartenenze. Ci aspettiamo quindi che le altre sigle presenti al Teatro facciano sentire la propria voce e chiedano all’Ente di convocare il lavoratore e di dare seguito al provvedimento cautelare.
Il CCNL è uno solo e deve valere per tutti. Se davvero si vuole che abbia un’applicazione uniforme nelle Fondazioni lirico-sinfoniche italiane, si può cominciare da qui: chiedendo tutti insieme che un diritto già riconosciuto dal giudice non rimanga soltanto sulla carta.
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