Trauma cranico per un capotreno aggredito, treno soppresso in Campania
I sindacati denunciano nella regione un clima crescente di violenza sui mezzi pubblici
Campania, aggressioni su bus e treni: capotreno aggredito e preso a pugni e ricoverato per un trauma cranico, treno soppresso a Sarno a seguito del fatto. “È emergenza sicurezza nel trasporto pubblico”.
In Campania uno sciopero tpl e l’emergenza sicurezza
Un treno soppresso, un capotreno aggredito e colpito a pugni e trasportato in ospedale con trauma cranico e probabile frattura del setto nasale, un autista di autobus aggredito ad Avellino e un clima di crescente violenza sui mezzi pubblici. È il quadro denunciato dalle segreterie regionali di Filt-Cgil, Fit-Cisl e UilTrasporti. I sindacati parlano apertamente di “emergenza sociale” nella sicurezza del trasporto pubblico locale in Campania.
L’episodio più grave si è verificato sul treno regionale 4878 Trenitalia sulla linea Salerno–Caserta, dove un capotreno è stato aggredito da un viaggiatore e costretto al ricovero nell’ospedale di Sarno.
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Capotreno preso a pugni sul treno 4878: corsa soppressa a Sarno
Le informazioni arrivate nelle ore successive allo sciopero dei lavoratori del trasporto pubblico parlano di un’aggressione violenta avvenuta a bordo del treno regionale 4878, in viaggio tra Caserta e Salerno. Secondo l’unica ricostruzione possibile (di fonte sindacale), un passeggero avrebbe colpito il capotreno con pugni al volto, provocando trauma cranico e la probabile frattura del setto nasale.
Il convoglio è stato fermato e soppresso nella stazione di Sarno, dove il ferroviere è stato soccorso e trasportato in ospedale. L’episodio ha immediatamente alimentato la denuncia dei sindacati sul livello di rischio che affrontano ogni giorno gli operatori del trasporto pubblico.
Una linea ferroviaria fragile
L’aggressione, in un momento particolarmente delicato per la linea ferroviaria interessata. La tratta Cancello–Sarno, segmento strategico della linea Salerno–Caserta gestita da Rete Ferroviaria Italiana, è stata riaperta solo il primo marzo scorso, dopo oltre un mese di interruzione.
Il traffico ferroviario era stato sospeso dal 29 gennaio, quando un incendio aveva danneggiato pesantemente l’infrastruttura. Per settimane i treni regionali sono stati sostituiti da autobus o deviati su altre tratte.
Il fatto che l’aggressione sia avvenuta appena cinque giorni dopo il ripristino del servizio spiega anche la decisione di fermare il convoglio proprio a Sarno. La stazione, indicata come snodo cruciale della tratta appena riattivata.
Bus e treni sotto pressione: le altre aggressioni
Il caso del capotreno non è isolato. Nelle stesse ore è stata segnalata un’altra aggressione a un autista di autobus della compagnia Air Campania ad Avellino.
Gli episodi si sommano a una lunga serie di violenze segnalate negli ultimi mesi nel trasporto pubblico regionale. In un precedente caso, citato dai sindacati, una ragazza era stata accoltellata su un bus dell’azienda napoletana Anm nel quartiere Vomero.
Per i rappresentanti dei lavoratori, non più fatti episodici ma un fenomeno diffuso, che colpisce conducenti, capotreno e personale di bordo.
I sindacati: “sicurezza diventata emergenza sociale”
Nel comunicato diffuso al termine dello sciopero, le sigle sindacali parlano apertamente di “condizioni di sicurezza sempre più critiche” per chi lavora sui mezzi pubblici. La protesta ha registrato un’adesione superiore al 60%, interpretata come segnale del crescente disagio tra i lavoratori del settore.
I sindacati chiedono la convocazione urgente dei Comitati per l’ordine e la sicurezza pubblica nelle Prefetture, con il coinvolgimento di aziende di trasporto, Regione Campania e Comune di Napoli.
L’obiettivo, introdurre misure concrete per prevenire aggressioni e garantire maggiore tutela al personale di front line.
Il rischio: utenti e lavoratori lontani dal trasporto pubblico
Il problema, avvertono le organizzazioni dei lavoratori, non riguarda solo la sicurezza degli operatori ma anche la fiducia degli utenti. Se la percezione di pericolo dovesse crescere, il rischio è l’abbandono del trasporto pubblico soprattutto nelle ore serali e notturne.
Un paradosso, sottolineano i sindacati, proprio mentre le politiche europee e nazionali spingono per rafforzare il trasporto pubblico e ridurre l’uso delle auto private per ragioni ambientali e di mobilità sostenibile.
Le aggressioni registrate tra bus e treni in Campania nelle ultime ore riportano dunque al centro un nodo strutturale: senza sicurezza, la mobilità pubblica rischia di diventare il punto più fragile delle città.
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