Trump: “Chiesto a Zelensky di non colpire più le raffinerie russe”
Il prezzo alla pompa impazzito anche negli States. La Casa Bianca corre ai ripari
Donald Trump ha chiesto al presidente ucraino Volodymyr Zelensky di non colpire più le raffinerie russe. Dagli attacchi, sistematici, contro le infrastrutture energetiche infatti deriva l’impennata dei costi alla pompa che il mondo, a cominciare dall’Europa e dall’Italia ma pure gli stessi Stati Uniti, sta affrontando. Una situazione che rende sempre più insostenibile una situazione che, già di per sé, è difficoltosa. E su cui, adesso, ha inteso intervenire direttamente la Casa Bianca “reindirizzando” i missili e cambiando i bersagli di Kiev.
Trump, Zelensky e le raffinerie russe
Trump è stato chiaro con la sua richiesta a proposito delle raffinerie russe. “Il problema che ho con l’Ucraina e la Russia è che gran parte del gasolio arriva dalla Russia, e questo è ciò che sta causando un grosso aumento delle importazioni, e gli impianti russi vengono colpiti dall’Ucraina. Ho chiesto al presidente Zelensky di non colpire gli impianti di gasolio e le raffinerie”. Ma il presidente Americano ha aggiunto che Kiev otterrà comunque dei nuovi missili Patriot ma che non potrà ambire ad armarsi con i razzi più moderni e sofisticati.
La situazione colpisce (anche) gli Usa
Non è un problema che riguarda solo l’Europa che pure paga il prezzo più alto di tutti. Trump “difende” le raffinerie russe perché i costi alla pompa stanno salendo vertiginosamente anche negli Stati Uniti d’America. E sa bene, fin troppo, che il livello medio dei prezzi dei carburanti al gallone incideranno, eccome, sui suoi livelli di gradimento alle elezioni di midterm. Che si fanno sempre più vicine, ingombranti e cariche di minacciose nubi all’orizzonte. Il costo al gallone, negli States, è salito a 6 dollari. Un prezzo minimo, se paragonato a quanto scuciamo in Italia ed in Europa. Ma gigantesco rispetto al solito in America.
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