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Esteri

Trump fa tremare il mondo: “Mi ricandido”. E sfoggia il cappellino con la data del 2028

di Lino Sasso -


Donald Trump scherza. O forse no. Durante la tradizionale cena di gala con i corrispondenti della Casa Bianca, il presidente degli Stati Uniti ha sfoggiato un cappellino rosso con la scritta “Trump 2028”, annunciando: “Mi ricandido”. Una frase pronunciata con tono provocatorio, ma che ha immediatamente riacceso il dibattito sulla possibilità che il tycoon possa tentare di sfidare il limite costituzionale dei due mandati presidenziali. L’evento si è quindi trasformato ancora una volta in un palcoscenico politico dal quale Trump ha lanciato messaggi ai suoi sostenitori. Ma anche attaccato gli avversari e ribadito la sua centralità. Trump ha esordito con una frase destinata a fare il giro del mondo. “Sono lieto di annunciarvi la mia intenzione, per certi versi è uno scoop, di correre ancora come presidente”. Subito dopo ha aggiunto: “La seconda volta è stata migliore della prima, e la terza sarà ancora meglio”.

Il nodo della Costituzione americana

Infine, quasi a stemperare le polemiche, ha concluso con un laconico: “Sto scherzando”. Una precisazione che però non ha convinto del tutto osservatori e analisti politici. Trump, infatti, negli ultimi anni ha spesso utilizzato dichiarazioni apparentemente ironiche per sondare le reazioni dell’opinione pubblica su temi destinati poi a diventare centrali nel dibattito politico. L’ipotesi di una candidatura nel 2028 si scontra con il 22° emendamento della Costituzione degli Stati Uniti. La norma vieta a un presidente eletto per due volte di ricoprire nuovamente l’incarico. Proprio per questo motivo le parole del presidente vengono interpretate da molti come una sorta di test. Un modo per verificare quanto consenso potrebbe raccogliere un’eventuale iniziativa giuridica che metta in discussione questo limite. Al momento non esiste alcun percorso concreto che consenta a Trump di correre nuovamente per la Casa Bianca. Ma il tema continua periodicamente ad affacciarsi nel dibattito politico americano.

“Mi ricandido”: la provocazione di Trump destinata a far discutere

Che si sia trattato di una semplice battuta o di un messaggio politico studiato, l’effetto è stato raggiunto. In poche parole Trump è riuscito ancora una volta a monopolizzare il dibattito mediatico, alimentando interrogativi sul futuro della politica americana e sulla possibilità che continui a cercare nuove strade per restare protagonista. Anche oltre i limiti previsti dalla Costituzione. In suo pieno stile. Il cappellino “Trump 2028”, più che un semplice gadget elettorale, si trasforma così nell’ennesimo simbolo della strategia comunicativa del presidente. Provocare, testare le reazioni e imporre l’agenda politica, lasciando aperta ogni interpretazione.


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