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Esteri

Tutti tifano per Zelensky, ma a nessuno conviene che l’Ucraina resista

di Alessandro Scipioni -


Tutti tifano per Zelensky, ma a molti farebbe comodo se Putin vincesse a breve. Già, perché a destra come a sinistra l’Ucraina è un argomento altamente divisivo. Con il caro carburanti e il caro energia alle stelle e l’inverno ormai alle porte, il conflitto è diventato un tema scomodo e complesso con il quale fare i conti.

Per molti italiani, continuare a parlare di sostegno a Kiev viene percepito come un vero e proprio tradimento nei confronti dei bisogni di famiglie, consumatori, lavoratori e piccole e medie imprese. Il Paese sta subendo costi insostenibili e, nonostante gli sforzi del governo, la situazione è davvero dura. Viene da chiedersi, se davvero i politici si augurino che la resistenza ucraina duri ancora a lungo.

A chi conviene?

Sinceramente, a livello elettorale, non conviene a nessuno. Non alla destra, che su questo fronte mostra il suo fianco più debole. C’è poi la singolare circostanza che a sinistra Elly Schlein continui a insistere sul sostegno a Kiev, un tema estremamente impopolare tra il suo elettorato che crea fortissime tensioni e rischia seriamente di spaccare il campo largo. Inoltre, la linea filo-ucraina è un cavallo di battaglia in politica estera, che figure esterne ai poli tradizionali, come Roberto Vannacci, cavalcano con forza.

Certo, questa posizione arreca più danni agli scontenti di destra che a quelli di sinistra, i quali possono comunque fare riferimento a Giuseppe Conte; ciononostante, la questione resta scomoda per entrambi gli schieramenti.

Se alla fine Zelensky dovesse cedere a breve, svanirebbero i rischi per il campo largo. La destra si scrollerebbe di dosso un problema politico non da poco, mentre la sinistra potrebbe archiviare un tema particolarmente divisivo in politica estera. Se invece il conflitto dovesse trascinarsi, per la Schlein la strada será in salita.Anche in caso di vittoria alle primarie, continuare a difendere il sostegno a Kiev finirebbe per alienarle gran parte della base.

Per Giorgia Meloni la gestione della materia continuerebbe a essere pesante, sebbene la permanenza della Schlein su posizioni filo-ucraine le offrirebbe una sponda. D’altra parte, un’eventuale vittoria alle primarie di Giuseppe Conte aprirebbe ad uno scenario ben più complesso per Palazzo Chigi, offrendo a Vannacci un ulteriore argomento da sfruttare nello scontro politico, soprattutto se fosse fuori dalla coalizione.

Politicamente, ai principali leader italiani, che Kiev resista conviene veramente poco.

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