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Esteri

Condannato a morte per un post sui social

Il caso di Anojan Sivarasa scuote lo Sri Lanka, la famiglia chiede la grazia

di Marzio Amoroso -

@ANSAfoto


La vicenda di Anojan Sivarasa, giovane lavoratore srilankese di 24 anni, sta provocando forte attenzione internazionale. Il ragazzo è stato condannato alla pena di morte in Arabia Saudita dopo una controversia nata da un commento pubblicato sui social network e successivamente cancellato.

Chi è Anojan Sivarasa

Anojan Sivarasa è originario della zona di Kalmunai, nello Sri Lanka orientale. Come molti connazionali, aveva scelto di trasferirsi in Arabia Saudita per motivi di lavoro, alla ricerca di migliori opportunità economiche. La sua storia, però, ha preso una piega drammatica dopo una discussione avvenuta online e collegata a tensioni religiose scoppiate sui social.

Come è nato il caso

Secondo quanto emerso nelle ricostruzioni ufficiali, tutto sarebbe iniziato durante un acceso confronto sul web. La polemica sarebbe stata alimentata da contenuti offensivi pubblicati da diversi utenti appartenenti a differenti comunità religiose. Nel corso della discussione, Sivarasa avrebbe scritto un commento considerato offensivo nei confronti dell’Islam e del profeta Maometto. Il messaggio sarebbe stato rimosso poco dopo la pubblicazione. Successivamente il giovane avrebbe anche diffuso un video di scuse, riconoscendo l’errore e cercando di porre fine alla polemica. Tuttavia, alcuni screenshot del contenuto erano già stati salvati e segnalati alle autorità competenti.

La prima sentenza

Dopo l’arresto, il caso è arrivato davanti ai giudici sauditi. In una prima fase, il tribunale aveva inflitto una pena di cinque anni di reclusione e una pesante sanzione economica. La condanna comprendeva anche provvedimenti legati agli strumenti utilizzati per la pubblicazione del messaggio sui social. Sembrava la conclusione della vicenda giudiziaria. Invece gli sviluppi successivi hanno cambiato completamente lo scenario.

Il ribaltamento in appello

Durante la fase di appello, l’accusa ha chiesto una rivalutazione del procedimento con un inquadramento giuridico differente rispetto a quello inizialmente adottato. La corte competente ha accolto la richiesta e ha modificato la precedente decisione, arrivando a pronunciare una condanna a morte. Una svolta che ha provocato sconcerto sia nello Sri Lanka sia all’interno delle organizzazioni che seguono i diritti dei lavoratori migranti.

Le mosse del governo dello Sri Lanka

Di fronte alla gravità della situazione, il governo di Colombo ha avviato una serie di iniziative diplomatiche e legali. L’obiettivo è ottenere una revisione del caso, promuovere nuovi ricorsi e cercare una possibile misura di clemenza che possa evitare l’esecuzione della sentenza. Anche esponenti religiosi e rappresentanti istituzionali hanno chiesto un intervento urgente, sottolineando la necessità di salvaguardare la vita del giovane.

Cosa può succedere adesso

La vicenda di Anojan Sivarasa resta aperta. Le autorità srilankesi continuano a lavorare sul fronte diplomatico, mentre i legali cercano ogni strada disponibile per modificare il verdetto. Al momento non risultano comunicazioni ufficiali relative a un’eventuale data di esecuzione. Per questo motivo, tutte le attenzioni sono concentrate sugli sviluppi dei ricorsi e sulle possibili iniziative di clemenza. Il caso continua a suscitare interrogativi sul rapporto tra social network, libertà di espressione, blasfemia e sistemi giudiziari in varie parti del mondo.

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