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Politica

Vannacci, crepe e faide. E’ iniziata la crisi di Fn?

Il movimento del generale, dopo lo stop nei sondaggi, di fronte ai tanti episodi avvenuti nei territori

di Daniel Walker -

Il generale Roberto Vannacci visita la 66ma edizione del Salone Nautico Internazionale di Genova


Dietro la facciata dei sondaggi che accreditano Futuro nazionale attorno all’8,8%, il movimento di Roberto Vannacci sta affrontando una crisi strutturale contrassegnata da espulsioni, guerre tra correnti e fughe di massa.

Futuro nazionale: comincia la crisi?

La transizione dalla propaganda digitale alla politica territoriale sta facendo emergere tutte le contraddizioni di una formazione verticistica e ideologicamente polarizzata.

Il clima interno è testimoniato dagli addii illustri. L’ex sottosegretario berlusconiano Luca Belotti ha restituito la tessera ammettendo di «aver visto male». Poco dopo è arrivata la clamorosa espulsione di Luca Sforzini, presidente del Centro Studi Rinascimento Nazionale ed ex ideologo del generale. Cacciato, questi, dopo essersi scontrato apertamente con il “barone nero” Roberto Jonghi Lavarini e aver denunciato il tentativo di «sdoganare i peggiori mostri del ’900».

A Milano, il “caso Burgio” ha confermato il cortocircuito. Il candidato sindaco Carmelo Burgio, scelto dai vertici nazionali, è finito sotto l’attacco dell’ala neofascista perché ritenuto “democristiano” e poco nostalgico.

Sui territori si consuma un’emorragia organizzativa

A Sassari, l’ex consigliere regionale Marcello Orrù ha guidato la defezione di 500 militanti verso Italia Domani di Marco Rizzo, accusando Vannacci di aver creato «più una caserma che un partito».

Nel cuneese, l’esponente Giovanni Seia ha motivato l’abbandono denunciando la mancanza di democrazia e meritocrazia, in scia con gli addii dei circoli di Latina e Benevento per un totale di oltre 700 tesserati.

A Reggio Calabria, infine, l’ex presidente del comitato cittadino Francesco D’Aleo ha lasciato con 70 fedelissimi contestando l’eccesso di estremismi.

La situazione si complica sul fronte giudiziario

Le denunce presentate da Luca Comellini, segretario del Sindacato dei Militari, hanno spinto il procuratore militare di Roma Marco De Paolis ad avviare accertamenti sulla presenza di divise attive nel movimento. Mentre pende l’esposto per presunta violazione della legge Scelba.

Alle suppletive di Reggio Calabria, il 10,9% ottenuto da Domenico Giannetta non ha impedito la netta vittoria di Fabio Roscioli per il centrodestra, portando Stefania Craxi a rilevare l’assenza di qualsiasi “effetto Vannacci”.

Il futuro di Fn

Con il capogruppo dei senatori di Fratelli d’Italia Lucio Malan che dichiara «impossibile un’alleanza» e Palazzo Chigi deciso a blindare la legge elettorale, per il generale si chiudono le porte del governo.

Il 9% nei sondaggi non è più la leva per ricattare gli alleati, ma il perimetro, anche se robusto, di un recinto isolato. Senza copertura politica e logorato dalle faide interne, il movimento di Vannacci rischia di trasformarsi nell’ennesima parentesi sterile della destra radicale.

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