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Editoriale

Un fronte Mediterraneo capace di pesare sulle decisioni dell’Ue

di Adolfo Spezzaferro -


A Spalato la premier Meloni guarda ben oltre il vertice Med9 e punta a costruire un fronte mediterraneo capace di pesare nelle decisioni dell’Ue.

Migrazione, energia, Africa e crisi in Medioriente sono i dossier con cui Roma cerca alleati, proprio mentre a Bruxelles si apre il negoziato sulla flessibilità di bilancio per proteggere famiglie e imprese dal caro energia. La scaletta è già fissata: dopo l’Ecofin di domani, il Consiglio europeo del 15 e 16 sarà il vero banco di prova.

La richiesta italiana di margini aggiuntivi acquista forza se sostenuta da altri partner. Non basta però bombardare di lettere la Commissione, serve una coalizione. Ecco dunque il ruolo chiave del Piano Mattei, con 18 Paesi partner e oltre 70 progetti. Insomma, l’obiettivo è trasformare la rete di rapporti con l’Africa in una leva europea. La sfida (ambiziosa) della Meloni è dunque trasformare la nostra centralità geografica in centralità politica. Se Roma riuscirà a europeizzare la propria iniziativa mediterranea, potrà chiedere a Bruxelles non soltanto più flessibilità, ma una strategia comune per sicurezza, energia e sviluppo.

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