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Economia

Unicredit-Commerz, la Bce tira le orecchie al governo tedesco

Il vicepresidente de Guindos critica Berlino sul no a Orcel

di Cristiana Flaminio -


Alla Bce non è piaciuta granché la mobilitazione del governo tedesco contro l’offerta di Unicredit su Commerzbank. Dall’Eurotower, una volta tanto, arrivano strali all’indirizzo della cancelleria retta da Friedrich Merz, un uomo che ha già bruciato (nettamente) il favore dell’opinione pubblica e che adesso si trova in forti ambasce. L’esecutivo di Berlino aveva stigmatizzato, e con forza, le mosse di Gae Aulenti. Adesso, però, si alza la voce della Bce. Che, detto per inciso, non poteva fare diversamente senza contraddirsi in maniera clamorosa.

Unicredit, la Bce alza la voce sul governo tedesco

Il vicepresidente della Bce, lo spagnolo Luis de Guindos, ha mandato (più di) un messaggio al governo tedesco. E lo ha fatto in un’intervista rilasciata al Financial Times. “Il problema più grande di questo tipo di messaggi nazionali è che minano la credibilità dell’unione del risparmio e degli investimenti. È molto difficile per i governi sostenere di essere favorevoli all’unione del risparmio e degli investimenti se poi dicono: ’Beh, no, siamo contrari a questa specifica operazione”. Insomma, gli ultimi anni Ue condensati in una frase.

La posizione dell’Eurotower

De Guindos ha ribadito quale sia la posizione Bce al governo tedesco e, in generale, a tutti gli esecutivi nazionali degli Stati membri della Ue. “Ma non è rilevante solo in questo caso specifico, succede ovunque. I governi sono molto simili nella loro tentazione di intervenire in accordi privati. Ma queste mosse vanno contro lo spirito del mercato unico”. Ecco, appunto. Parole, queste, che forse non cambieranno granché le cose. Ma la mossa di Orcel mette di fronte alla realtà la forza delle istituzioni Ue.


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