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Politica

Anche se non è un’urgenza, giusto trovare un’intesa sulla nuova legge elettorale

di Giuseppe Ariola -


E’ vero, una nuova legge elettorale non è un’emergenza, non è un’urgenza e non è neanche indispensabile. Ma se il Parlamento fosse chiamato a rispondere solamente alle emergenze, alle urgenze e alle questioni indispensabili, avrebbe davvero poco senso. Anzi, una delle priorità di chi è chiamato a rappresentare gli italiani alla Camera e al Senato dovrebbe essere proprio quella di intervenire per migliorare l’ordinario in prospettiva, per aggiornare le norme così da renderle al passo con i tempi. Insomma, per far sì che le regole seguano l’effettivo evolversi della società. Non ci si può limitare all’ordinario o a gestire esclusivamente le incombenze a cui la politica pure è, ovviamente, chiamata a rispondere. Ecco perché l’idea per la quale una nuova legge elettorale non è necessaria sembra più una scusa che una reale motivazione. Chiaramente si può essere favorevoli a un modello e contrari a un altro.

Cambiare le regole del gioco non è uno scandalo

Si può legittimamente ritenere che quella in vigore vada bene com’è e considerare sbagliata quella proposta dal centrodestra. Ma sostenere che il tentativo, bene o mal riuscito, di rivedere le regole del gioco con l’obiettivo di dare maggiore stabilità ai governi e alle maggioranze che li sostengono sia una questione di scarsa importanza non sembra una posizione condivisibile. Anche perché, al di là di quello che si dice pubblicamente, sul tema della legge elettorale c’è sempre grande attenzione da parte di tutti i partiti. Tanto più negli ultimi scorci di legislatura. Non è una novità e nemmeno uno scandalo. Tanto che anche tra l’opposizione c’è chi, come Ettore Rosato, padre dell’attuale legge elettorale, non urla allo scandalo rispetto all’ipotesi di riforma proposta dalla maggioranza. Piuttosto, ne fa una questione di metodo, sottolineando che “le regole del gioco si scrivono insieme”.

Stabilità, l’obiettivo della nuova legge elettorale

E a tal proposito, sullo Stabilicum l’esponente di Azione ricorda che se ciò non è avvenuto, almeno finora, “la colpa non è solo della maggioranza ma anche dell’opposizione che non ha voluto mettersi lì e provare a cambiare qualche cosa”. Quindi, almeno per qualcuno, modificare la legge elettorale non rappresenta alcuno scandalo. Si può, anche se il dossier non rappresenta un’emergenza ma vuole essere un tentativo di “dare all’Italia un governo stabile e un’opposizione importante”, come sostiene il Presidente del Senato Ignazio La Russa. L’auspicio è che si possa ancora trovare un’intesa su una riforma che renda chiaro chi con il voto ha vinto e chi invece perso, per scongiurare “quelle cose informi che sono le ammucchiate del pareggio”.


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