Il “Modello Caivano” riqualifica pure la Pa
Prosegue l'intervento del governo con un esperimento istituzionale senza precedenti in quell'area
Per decenni, il nome di Caivano è stato associato quasi esclusivamente alle cronache di degrado e alla morsa della criminalità organizzata: ora, c’è il “Modello Caivano”.
Zangrillo in Campania
Da mesi, il governo lavora a cambiare radicalmente questo paradigma. Nella manovra, un esperimento istituzionale senza precedenti in quell’area, anche l’iniziativa del ministero per la Pubblica Amministrazione. Punta- come ha ricordato ieri il ministro Paolo Zangrillo – a ricostruire il tessuto civile e amministrativo. Tutto questo, in un territorio che ha subito undici commissariamenti dal 1988 a oggi.
La rivoluzione silenziosa al Comune di Caivano: assunzioni e formazione
Il cuore pulsante della rinascita, non solo nelle pattuglie in strada, ma nell’efficienza degli uffici comunali. Per anni, l’amministrazione di Caivano è stata paralizzata da infiltrazioni e carenze di organico. Ora, una accelerazione decisiva, portando a termine il reclutamento di nuove figure professionali in tempi record: solo 60 giorni per completare le procedure concorsuali e inserire linfa nuova nella macchina pubblica.
Per garantire che il cambiamento fosse profondo e duraturo, il Dipartimento della Funzione Pubblica ha attivato un piano di formazione d’eccellenza. Un contingente di 31 neoassunti — tra cui assistenti sociali, educatrici, agenti di polizia locale e responsabili dell’area appalti e lavori pubblici — ha intrapreso un percorso di “full immersion” presso la Scuola Umbra di Amministrazione Pubblica.
Questo investimento sulle risorse umane è la chiave per restituire trasparenza e operatività a un Comune che deve ora gestire con rigore i progetti legati al Pnrr e alle risorse nazionali. “La scuola e il futuro che vorrei”: la scommessa più alta dello Stato a Caivano riguarda le nuove generazioni.
I giovani in campo
Il coinvolgimento di quasi 500 studenti del territorio, promosso dal Dipartimento della funzione pubblica, ha trasformato i ragazzi da spettatori passivi a “protagonisti autentici” della crescita della comunità.
Attraverso un percorso di ascolto e partecipazione, gli studenti hanno presentato proposte creative per migliorare la loro città. E dimostrato un attaccamento alle proprie radici che contrasta con la narrazione della rassegnazione. Un’altra tappa fondamentale di questo percorso, l’istituzione del Consiglio delle bambine e dei bambini, che vede impegnati gli alunni delle classi IV e V in un’esperienza di cittadinanza attiva. La dimostrazione – per Zangrillo – che la legalità si costruisce creando alleanze solide tra istituzioni, scuole e famiglie.
Un metodo da replicare
Parallelamente al rafforzamento della capacità amministrativa, il Piano straordinario di interventi, predisposto dal Commissario straordinario Fabio Ciciliano, ha puntato sulla riqualificazione fisica del territorio. Il simbolo più luminoso di questo impegno, il recupero dell’ex centro Delphinia, oggi Centro Sportivo “Pino Daniele”. Con un investimento totale di 12,4 milioni di euro e un cantiere completato in soli cinque mesi, lo Stato ha restituito alla cittadinanza oltre 50mila metri quadri di spazi precedentemente abbandonati.
Oggi il centro offre la possibilità di praticare 44 discipline sportive, ospitando campi da tennis, padel, uno skatepark, piste di atletica e aree fitness outdoor. Un luogo di aggregazione fondamentale per allontanare i giovani dalle logiche della criminalità, offrendo loro alternative concrete di benessere e socializzazione.
Oltre l’emergenza, la codifica di un protocollo scientifico. L’intervento a Caivano, destinato a non rimanere un “unicum” isolato. La strategia del governo, quella di trasformare questa esperienza in un sistema codificato, una metodologia d’intervento scientifica capace di essere replicata in altre aree disagiate del Paese.
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