Usa-Iran: l’attesa con la mano sul griletto
Teheran non esclude una nuova escalation
Donald Trump è in attesa di una risposta dall’Iran alla sua ultima proposta negoziale. “Dovrei ricevere una lettera questa sera, vedremo come va”, ha dichiarato il presidente statunitense parlando ieri con i giornalisti a Washington.
Vance vede Al Thani
Il primo ministro e ministro degli Esteri del Qatar, Mohammed bin Abdulrahman Al Thani, ha incontrato negli Usa il vice presidente degli Stati Uniti, J.D. Vance, per discutere della “de-escalation delle tensioni nella regione”. Secondo il ministero degli Esteri di Doha, i due hanno parlato dei recenti sviluppi nella regione e degli sforzi di mediazione pachistani “volti a placare le tensioni in modo da contribuire al miglioramento della sicurezza e della stabilità nella regione”.
Durante il faccia a faccia, Al Thani ha sottolineato “la necessità che tutte le parti rispondano positivamente agli sforzi di mediazione, che apriranno la strada ad affrontare le cause profonde della crisi attraverso mezzi pacifici e porteranno a un accordo globale che garantisca una pace duratura nella regione”.
La situazione è in bilico
Nel Golfo vige un’apparente “calma”, ma il rischio di una nuova escalation appare concreto. Lo ha riferito una fonte militare iraniana all’agenzia di stampa Tasnim, dopo le tensioni delle scorse ore tra forze iraniane e unità statunitensi nell’area. Gli scontri hanno avuto inizio dopo quella che la Repubblica islamica ha definito “un’azione ostile americana contro petroliere iraniane”. La Marina iraniana avrebbe quindi risposto ai colpi, accusando gli Usa di aver violato il cessate il fuoco.
L’Iran è pronto a qualsiasi sviluppo
Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian in un post su X ha scritto che “la politica della Repubblica Islamica dell’Iran è quella di ampliare le relazioni amichevoli basate sul rispetto reciproco e sugli interessi condivisi”. “Le politiche di colonialismo e sfruttamento – ha aggiunto Pezeshkian – non troveranno posto nel mondo futuro. Così come la tolleranza è profondamente radicata nella cultura del nostro popolo, la lotta contro l’oppressione risplende nella storia di questa terra”.
Un nuovo disastro ambientale
Una chiazza di petrolio si sta estendendo al largo dell’isola di Kharg, un terminale nevralgico per l’esportazione di petrolio dell’Iran. Il New York Times, che ha riportato la notizia, ha fatto riferimento a delle immagini satellitari. Stando a una stima di Orbital Eos, società che monitora le fuoriuscite di petrolio, la macchia copriva già oltre 20 miglia quadrate (circa 52 chilometri quadrati) nella giornata di giovedì.
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