Cateno De Luca “pallone sonda”: “Voto il 9 e 10 maggio”
E in Sicilia l'Udc teme il suo "doppio passo"
L’asse ombra tra Roma e Palermo: il “pallone sonda” di Cateno di De Luca sulla “finestra di Primavera” per Giorgia Meloni. Dalla boutade della “seduta spiritica” alle urne a maggio: la “profezia” del leader. Finora, la premier ha glissato ufficialmente.
La “seduta spiritica” e il calcolo del voto a maggio
Non è un mistero che a Roma i tempi della legislatura rimangano al centro di sotterranei calcoli tattici. A lanciare il sasso nello stagno su Facebook, tra ironia e messaggi in codice, Cateno De Luca.
“Ma cosa ci sarebbe di male nell’andare a votare il 9 e 10 maggio? Non capisco lo stupore – scrive-. Sarebbe una scelta di grande responsabilità a favore dei cittadini”. Nessuna battuta casuale, ma un ragionamento politico preciso.
“Ma davvero, in una fase storica in cui oltre il 50% degli italiani sceglie l’astensionismo – aggiunge -, possiamo pensare di andare al voto a settembre con una campagna elettorale ad agosto, in piena estate? Significherebbe solo regalare altri voti al “partito del non voto”. Peggio ancora l’idea di spostare le urne a ottobre: in quel caso il nuovo governo non avrebbe nemmeno il tempo di impostare la Manovra, costringendoci a un provvedimento d’urgenza a danno dei cittadini”.
L’intesa con FdI: De Luca fa da battistrada, Chigi mantiene la linea
La sortita sulle urne a maggio arriva in un momento politico preciso, all’indomani del battesimo della premier all’intesa tattica tra Fratelli d’Italia e Sud chiama Nord.
In questo quadro di confermato accordo, difficilmente un battitore libero esperto come De Luca avrebbe lanciato l’ipotesi del voto a maggio senza aver prima fiutato gli umori di Palazzo Chigi. Dietro l’angolo, la finestra strategica che si priverebbe dopo le celebrazioni dei Trattati di Roma a marzo 2027.
Un gioco delle parti lineare. Giorgia Meloni mantiene la postura istituzionale, bollando il voto anticipato come “surreale” e ribadendo la linea dei cinque anni pieni fino al 2027. De Luca fa da “pallone sonda”, testando la tenuta dei nervi degli alleati (Lega e Forza Italia) e la reazione delle opposizioni.
Il “terrore” siciliano e il cortocircuito dell’Udc
Un’operazione che continua a creare un cortocircuito in Sicilia. Solo ieri provava a mettere in guardia la coalizione dal “pericolo De Luca” il coordinatore regionale dell’Udc Sicilia Decio Terrana. “Non si può essere alleati sul piano nazionale e avversari su quello regionale, pretendendo che una simile contraddizione non abbia conseguenze politiche”, il ragionamento già fatto da altri.
Ma De Luca sorvola. E in questa prima domenica lancia il suo “pallone sonda”.
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