Accuse di spionaggio a favore della Russia
I carabinieri del Ros hanno arrestato due persone per spionaggio e accesso abusivo ai sistemi informatici. Il principale indagato, un 59enne ex appartenente al comparto di intelligence italiano e già sottufficiale dell’Arma dei carabinieri, è accusato di aver svolto attività di spionaggio in cambio di soldi per un presunto agente dei servizi di intelligence russi, coperto da immunità diplomatica in Italia.
L’indagine è coordinata dalla procuratrice aggiunta della procura militare di Roma Antonella Masala, dal pm militare Enrico Peluso e dalla sostituta procuratrice della procura di Roma Lucia Lotti.
Sono indagati, oltre ai due arrestati, altri cinque soggetti, di cui quattro militari, per ’procacciamento di notizie concernenti la sicurezza dello Stato’, ’spionaggio politico o militare’, ’rivelazione di segreti di Stato’, ’rivelazione di notizie di cui sia stata vietata la divulgazione’.
In questi casi si parla di bene giuridico tutelato e consiste nella sicurezza dello Stato compromessa dalla sottrazione a scopo di spionaggio ad opera dell’autore di notizie coperte dal segreto di Stato. L’interesse giuridico oggetto di tutela è dunque l’esigenza – strettamente correlata alla personalità dello Stato – che determinate nozioni riguardanti la sicurezza o l’interesse politico interno o internazionale dello Stato restino al riparo dalla conoscenza di soggetti non legittimati.
Il delitto di spionaggio rappresenta una delle manifestazioni più gravi di minaccia alla sicurezza nazionale e internazionale, un tema di crescente attualità nel panorama contemporaneo.
L’interesse per questa figura di reato non è limitato alla comunità giuridica, ma coinvolge l’opinione pubblica, in ragione dei frequenti casi di cronaca che vedono protagonisti individui, organizzazioni o addirittura Stati, accusati di sottrarre informazioni sensibili al fine di comprometterne la sovranità o il funzionamento istituzionale.
A livello italiano, un precedente interessante è quello di Walter Biot, Capitano di Fregata della Marina Militare, che nel marzo 2025 è stato condannato a seguito di un procedimento che lo vedeva imputato con l’accusa di aver venduto informazioni riservate a un agente dell’intelligence russa. Si trattava di documenti altamente sensibili, relativi alla difesa nazionale e agli asset strategici italiani e della NATO.
Secondo le indagini, Biot avrebbe ricevuto circa 5.000 euro in cambio delle informazioni, consegnate su una scheda di memoria nascosta. Con riferimento al concetto di spionaggio, è stata fatta in dottrina la seguente – mirabile e purtroppo sempre attuale – considerazione: “Alla morale ripugna lo spionaggio in ogni sua forma e per qualsiasi scopo avvenga. La politica e il militarismo, invece, che di scrupoli morali assai poco si curano, esercitano lo spionaggio per conto proprio col più imperturbabile cinismo, mentre condannano quello che è diretto contro i loro interessi, cioè vogliono puniti coloro che fanno ciò che essi fanno.
Ne deriva una gara spionistica internazionale, che viene giustificata con la necessità che uno Stato ha di non lasciarsi sopraffare dagli altri Stati: giustificazione che praticamente non può mai disconoscersi sino a che (e forse non avverrà mai) la politica e il militarismo non si saranno moralizzati dovunque e non sia sorta un’unione mondiale di Stati”.
Torna alle notizie in home