Velasco ha ragione: “In Italia, uno come Yamal non giocherebbe”
L'analisi del ct della Nazionale di volley femminile sulla crisi (irreversibile?) del calcio italiano
All’Italia non piacciono i giovani, parola di Julio Velasco. Il commissario tecnico della Nazionale femminile di volley non è tipo da usare le parole col bilancino. È un uomo di sport, che conosce la natura umana e ha attraversato la vita con uno stile inconfondibile. Che prevede, tra le altre cose, l’abitudine a parlar chiaro. Oltre la retorica, le banalità e i luoghi comuni che innervano il dibattito pubblico di un Paese che è fortemente radicato nei suoi stereotipi e finisce per diventare, così, prigioniero dei suoi vizi.
Velasco: “In Italia, Yamal non giocherebbe”
Le parole di Velasco sono nette, chiare. E innegabili. Perché è proprio come dice lui. “In Italia non piacciono i giocatori giovani, si vedono solo i difetti. Una volta ho detto che in Italia Lamine Yaman a 16 anni non avrebbe giocato”, ha affermato il ct della nazionale di volley femminile all’evento Il Foglio a San Siro. L’unico talento italiano in grado di farlo, negli ultimi anni, è stato il portiere Gigio Donnarumma. Ed è finita come sappiamo. Via dalla Serie A, eppure giocava nel Milan, tra (malcelati) rimpianti e tante (troppe) accuse.
Può essere la grande occasione per gli altri sport
Velasco ha quindi affermato: “Rispetto a calcio e basket noi con il volley siamo favoriti, perché la stagione della nazionale viene dopo quella dei club. Spero che le cose non cambino”. E lo speriamo tutti. Se l’Italia, così, riesce a difendere un primato sportivo ineguagliabile e invidiabile, tanto nel maschile quanto nel femminile, che ben venga l’attuale organizzazione. Parole, quelle del ct, che a volerle analizzare si dovrebbe aprire un dibattito infinito. A cominciare dalle infrastrutture: il volley si allena nelle palestre che le scuole concedono, spesso controvoglia, alle società. Eppure…
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