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Zaia, Hormuz e il Veneto che soffre: “Tante merci bloccate”

L'allarme dell'ex governatore dal Vinitaly di Verona: "Preoccupazione concreta, spedizioni ferme"

di Martino Tursi -


Ci sarebbero decine e decine di container pieni di beni provenienti dal Veneto fermi allo stretto di Hormuz: lo dice l’ex governatore, oggi presidente del consiglio regionale, Luca Zaia. Le turbolenze e i (gravi) problemi del mondo emergono a Vinitaly e rappresentano un dramma per gli operatori regionali e per l’economia veneta. Che, come il resto d’Italia e d’Europa, rischia davvero tanto dallo strozzamento dei mercati internazionali a causa del collo di bottiglia, tappato, del Medio Oriente.

Luca Zaia, Hormuz e il Veneto

Le parole di Zaia sanno di denuncia: “Da Vinitaly, parlando con diversi produttori e operatori, raccolgo un allarme molto serio: la crisi di Hormuz non è una vicenda lontana, ma un problema che sta già colpendo in modo diretto anche il Veneto. Ci sono navi cariche di prodotti della nostra economia ferme lungo quella rotta strategica, con milioni di euro di merci bloccate, consegne sospese e aziende lasciate nell’incertezza”. E non basta, perché la vicenda rischia di paralizzare non soltanto l’agroalimentare, e il comparto vitivinicolo in particolare, ma tutta l’economia locale.

Le considerazioni attorno al caso Medio Oriente

L’ex governatore ha aggiunto: “Quando si inceppa Hormuz non si blocca soltanto una rotta energetica decisiva per il mondo: si fermano container, forniture, pagamenti e programmazioni commerciali costruite in mesi di lavoro”. Fatta questa premessa su Hormuz, Zaia prosegue: “Il Veneto è una regione che esporta, che compete sui mercati internazionali. Qui a Veronafiere sto raccogliendo la preoccupazione concreta di chi vede spedizioni ferme, clienti in attesa e un danno economico che rischia di aggravarsi di ora in ora”. Insomma, la situazione potrebbe comportare gravi rischi a tutto il tessuto regionale.

L’allarme

“Il punto non riguarda soltanto il vino, pur essendo Vinitaly il luogo simbolico in cui oggi questo allarme emerge con grande evidenza. Riguarda l’intero sistema produttivo veneto, che vive di manifattura, agroalimentare, relazioni commerciali e affidabilità logistica”, dice Zaia. Che prosegue: “Se si allungano i tempi, se aumentano in modo improvviso i costi di trasporto e se cresce l’instabilità nell’area del Golfo, il contraccolpo può diventare pesantissimo. Serve un’iniziativa internazionale immediata, forte e credibile, per ristabilire condizioni di sicurezza e piena libertà di navigazione”. Quindi l’urlo: “L’Europa non può assistere in silenzio mentre le sue imprese pagano il prezzo di una crisi che ogni giorno diventa più grave”. Hormuz va riaperta, subito: “Difendere le rotte commerciali significa oggi difendere il lavoro, l’export e la tenuta di territori produttivi come il Veneto”, ha concluso Luca Zaia.


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