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Cronaca

Milano, i numeri della guerriglia. Il “17 Ottobre” sfida il governo e guida alle piazze su Telegram

i motivi della protesta di sabato si saldano con le azioni dei saccheggi di domenica

di Angelo Vitale -

Gli scontri durante la manifestazione di sabato a Milano


Milano, il bilancio dei disordini e la sfida del Movimento 17 ottobre: 32 arresti, 174 fermi e il vademecum per la piazza su Telegram.

I numeri dei fermi e degli arresti a Milano

In seguito agli scontri registrati a Milano, il bilancio ufficiale delle forze dell’ordine conta 14 operatori feriti e 271 persone accompagnate in questura, tra cui si registrano 220 minorenni e 60 cittadini stranieri.

I provvedimenti adottati

Sono 32 le persone arrestate (di cui 23 minori e 13 stranieri). Invece, 28 persone sono state denunciate a piede libero (23 minori e 15 stranieri). E 174 persone sono state trattenute in regime di fermo di prevenzione.

La Procura di Milano ha chiesto la convalida dell’arresto e la custodia cautelare in carcere per cinque giovani maggiorenni (tra i 18 e i 20 anni), accusati a vario titolo di resistenza pluriaggravata, devastazione e saccheggio.

La chiamata alla mobilitazione del Movimento 17 ottobre

Il Movimento 17 ottobre ha lanciato via social una «mobilitazione permanente ogni sabato» con appuntamento fisso alle ore 15:00 a partire da Milano, fissando come obiettivo dichiarato la caduta del governo.

Nelle motivazioni rivendicate sulla pagina Instagram del gruppo, gli organizzatori rigettano le accuse di violenza sostenendo che la vera violenza sia quella di un sistema che nega il futuro e «il manganello degli sbirri».

Tra i contenuti diffusi figura anche il video di un cosiddetto «esproprio proletario», in cui si mostrano alcuni giovani intenti a donare a un senzatetto la refurtiva di un saccheggio compiuto in centro.

Intanto, il Centro sociale Lambretta ha diffuso in Rete l’annuncio di un hub legale a disposizione di tutti i fermati di Milano.

La guida Telegram «Safer in the street» per la piazza

All’interno delle chat del gruppo Telegram legato al movimento è stata diffusa la guida tascabile per principianti «Safer in the street». E’ concepita come uno strumento di autodifesa collettiva di fronte ai rischi della repressione.

I consigli pratici forniti ai partecipanti

Mantenere un profilo discreto: evitare di arrivare o allontanarsi dal corteo «in tenuta».

Prevenire i controlli: arrivare in anticipo ed evitare le stazioni ferroviarie o i caselli autostradali più vicini ai raduni, solitamente presidiati dalle forze dell’ordine.

Solidarietà in piazza: non dissociarsi né prendere le distanze pubblicamente da chi adotta condotte differenti, poiché la presa di distanza giova unicamente all’apparato repressivo.

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