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Bce, Usa o Bankitalia: tutti i livelli della guerra dell’oro

Il biondo metallo fa impazzire il mondo: lo scontro al calor bianco tra emendamenti, pareri e bisbigli

di Cristiana Flaminio -


Bce, Usa o Bankitalia: tutti i livelli della guerra dell’oro (italiano). Sembra una questione bizantina. Roba da sesso degli angeli. Ma Swift e il suo Gulliver ce l’hanno insegnato. Si fanno le guerre (anche) per questo. Figurarsi, poi, se di mezzo c’è l’oro.

La guerra dell’oro non l’ha iniziata il centrodestra

La vicenda del possesso delle riserve auree, sollevata dall’emendamento alla manovra firmato dal capogruppo Fdi al Senato Lucio Malan, è molto più profonda e seria di quanto possa sembrare. A iniziarla, però , non è stato il centrodestra. Ma, niente meno poco di meno che l’ex premier Romano Prodi. Un uomo su cui tutto si può (e dovrebbe) dire, tranne che sia un feroce antisistema. Ebbene Prodi, sul Messaggero del 30 ottobre, aveva vergato un’interessante analisi che aveva concluso con l’appello a riportare l’oro in Patria dagli Usa.

La versione di Prodi, le reazioni in Ue

Prodi ha scritto: “Non che il nostro oro blindato a Fort Knox debba essere considerato insicuro ma, visto che il suo ruolo è diventato così importante nel presente e così prezioso per il futuro, non sarebbe almeno simbolicamente importante riportarlo in patria, considerando come patria anche l’intera Europa?”. Già, perché? In Francia c’era e c’è un dibattito analogo. Su cui Christine Lagarde si è riservata di intervenire. Ma che va nel senso opposto a quello sollevato da Malan. È, più che altro, a Parigi, un’iniziativa per togliere all’America e restituire all’Europa in una fase storica di scontro, nemmeno troppo latente, come mai prima di ora.

Palazzo Koch s’adonta

Il centrodestra italiano, invece, solleva una questione spinosissima. Con l’ingresso nell’euro, l’oro detenuto da Palazzo Koch è finito in “pancia” alla Bce. Che, sulla scorta delle riserve auree, gestisce e decide la politica monetaria. Mettere un paletto del genere, a Francoforte, significherebbe mettere in discussione le basi normative e le consuetudini praticate in Europa. Simbolicamente, certo. Ma i simboli sono sostanza.Ma non è mica (solo) per questo che si combattono le guerre. Quelle più accanite, però, sono tra fratelli. E, dicono quelli che la sanno lunga, l’opzione Malan avrebbe un obiettivo meno vistoso ma potente. E ha avviato una fase nuova nello scontro tra Bankitalia e il governo. I segni sono per chi sa intenderli. E alcuni funzionari di Palazzo Koch si sarebbero affrettati a parlare di uno scontro imminente con Politico. Che riporta i fumi di guerra che si alzano da via Nazionale. Perché, a ben vedere, la questione della “proprietà” delle riserve auree investe prima ancora che la Bce proprio la Banca d’Italia. Che, a differenza di quella francese, non avrebbe mai ammesso da nessuna parte che la terza riserva aurea del globo appartiene al popolo italiano.


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