Delitto di Garlasco, per la famiglia Poggi cambia la dinamica ma il colpevole resta Stasi
Sul delitto di Garlasco si addensano nuove ombre e, allo stesso tempo, nuove certezze per la famiglia della vittima, Chiara Poggi. Mentre dal Palazzo di Giustizia di Pavia non filtra ancora nulla di ufficiale, cresce l’attesa per un possibile nuovo processo. Ma anche per comprendere quali elementi, in particolare a carico del nuovo indagato, Andrea Sempio, la Procura della Repubblica ritenga decisivi a distanza di 18 anni dall’omicidio. In questo scenario, il pool difensivo della famiglia Poggi continua a puntare con decisione su un unico nome quale solo autore del delitto di Garlasco: Alberto Stasi, all’epoca dei fatti fidanzato della vittima. Una posizione che resta ferma anche alla luce di una nuova consulenza tecnica, destinata però a rimettere in discussione vari punti centrali della sentenza che ha portato alla condanna definitiva di Stasi.
La nuova consulenza commissionata dalla famiglia Poggi
La notizia delle ultime ore è infatti una nuova consulenza sulla dinamica dell’omicidio, commissionata direttamente dalla difesa della famiglia Poggi. Il documento è stato redatto da Dario Redaelli, criminalista ed esperto della Polizia di Stato in investigazioni scientifiche, e sarà consegnato ai legali nei prossimi giorni. L’elaborato si affianca ad altri due report molto attesi. La bloodstain pattern analysis (Bda) dei Ris di Cagliari sulle tracce ematiche nella villetta di via Pascoli e l’analisi complessiva dei reperti affidata all’anatomopatologa forense Cristina Cattaneo. Secondo la nuova ricostruzione proposta da Redaelli, l’aggressione sarebbe iniziata nella cucina della villetta. Solo dopo si sarebbe spostata all’ingresso per poi concludersi con il corpo della vittima gettato dalle scale di accesso alla cantina. Una dinamica diversa rispetto a quella cristallizzata nel 2007, che descriveva un omicidio di impeto e avvenuto in pochi minuti. In questa versione, l’assassinio apparirebbe invece più articolato, scandito in fasi successive e in ambienti diversi dell’abitazione. Una dinamica che avrebbe necessitato di un tempo maggiore di quello che Stasi avrebbe avuto a disposizione.
Una ricostruzione cozza con la sentenza di condanna contro Stasi
Nonostante queste eventuali novità sostanziali, la famiglia Poggi continua a ritenere corretta la sentenza di condanna di Stasi per il delitto di Garlasco. Anche se questa nuova ricostruzione smonterebbe molti punti che hanno portato alla condanna dell’allora fidanzato di Chiara. Si sottolinea come uno degli elementi chiave resti la traccia genetica di Stasi sulla cannuccia del celebre brick di Estathé rinvenuto in cucina. Una delle poche prove che non è entrata a far dell’incidente probatorio dello scorso dicembre. Ma quando i sarebbe stato effettivamente bevuto? Il giorno del delitto o la sera prima, quando i fidanzati hanno cenato insieme nella villetta di via Pascoli? Eppure, proprio quel dato, secondo i legali, rafforzerebbe ulteriormente il quadro indiziario a carico di Stasi. Il pool difensivo dei Poggi – composto dagli avvocati Gian Luigi Tizzoni e Francesco Compagna, insieme ai consulenti Marzio Capra, Calogero Biondi e Redaelli – ha lavorato anche sull’analisi dei monili indossati da Chiara il giorno del delitto. Oltre che sulla ricostruzione spazio-temporale dell’aggressione.
La famiglia Poggi insiste contro Stasi in vista di una possibile revisione del processo sul delitto di Garlasco?
All’orizzonte resta anche l’ipotesi di una revisione della condanna di Stasi, prevista dalla legge italiana in caso di nuove prove o nuove tecniche scientifiche. Tuttavia, i suoi difensori, Antonio De Rensis e Giada Bocellari, hanno chiarito di voler attendere la conclusione delle indagini ancora in corso su Sempio. Anche per evitare un rigetto che potrebbe precludere future istanze. Il delitto di Garlasco si conferma così un caso giudiziario in continua evoluzione: cambiano le ricostruzioni, si rimettono in discussione le motivazioni della sentenza, ma per la famiglia Poggi una convinzione resta intatta. Anche con una dinamica rivista e un omicidio non più di impeto, l’unico colpevole continua a essere Alberto Stasi.
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