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L’inverno demografico in Italia: Unimpresa commenta Panetta

Una realtà che già oggi condiziona la crescita economica, la sostenibilità dei conti pubblici e la competitività internazionale del Paese

di Giorgio Brescia -


Nelle parole del governatore della Banca d’Italia, Fabio Panetta, in luce un nodo strutturale che l’Italia non può più ignorare: il calo della natalità, l’inverno demografico spina nel fianco del Paese. Non si tratta di un fenomeno casuale o inevitabile, ma di una realtà che già oggi condiziona la crescita economica, la sostenibilità dei conti pubblici e la competitività internazionale del Paese. Secondo le proiezioni Istat, la perdita di milioni di persone in età lavorativa richiede una risposta politica coerente e immediata.

I commenti di Unimpresa: la voce del presidente Longobardi

Paolo Longobardi, presidente di Unimpresa, commenta l’intervento di Panetta: “Un invito alla responsabilità: senza un deciso salto di qualità negli investimenti in capitale umano, innovazione e formazione continua, il calo demografico rischia di tradursi in un freno permanente al Pil e al benessere collettivo”.

Longobardi sottolinea che accrescere la partecipazione di donne e giovani al mercato del lavoro non è solo una scelta equa, ma una necessità economica. Inoltre, evidenzia l’importanza di una politica migratoria ordinata e orientata al lavoro, definendola una leva indispensabile per sostenere imprese e territori.

Le conseguenze economiche del calo demografico

Secondo Unimpresa, la perdita di forza lavoro impone scelte strutturali: non è più possibile limitarsi a misure temporanee. Il calo demografico rischia di ridurre la produttività e di comprimere la crescita economica, influendo negativamente sul Pil e sul sistema di welfare.

Investimenti in capitale umano e innovazione

Il presidente Longobardi ribadisce pure il ruolo di innovazione, formazione continua e sviluppo del capitale umano come strumenti essenziali per contrastare gli effetti dell’inverno demografico. Solo così, possibile aumentare la produttività e mantenere la competitività delle imprese italiane sui mercati internazionali.

Una strategia di lungo periodo

Serve una strategia nazionale di lungo termine che vada oltre le emergenze e le misure tampone. La demografia è ormai una questione economica e sociale centrale. Affrontarla con serietà significa garantire crescita futura, stabilità alle imprese e benessere collettivo.


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