L'identità: Storie, volti e voci al femminile Poltrone Rosse



Cronaca

Le colpe dei padri non ricadano sui figli. E viceversa

di Giuseppe Ariola -


Le colpe dei padri non ricadano sui figli. E viceversa, sarebbe da aggiungere. Eppure non è sempre così, come dimostra il suicidio dei genitori di Claudio Carlomagno che hanno affidato ad una lettera indirizzata all’altro figlio le ragioni di questo gesto estremo. Di certo l’impatto immane della tragedia che gli è piombata addosso ha avuto un peso determinante. Il figlio in carcere per il femminicidio della moglie, Federica Torzullo, ha rappresentato un colpo difficile da reggere e impossibile da digerire. Ma non è tutto perché, come sembra, a pesare sulle ragioni del suicidio dei coniugi Carlomagno è piombata anche l’incapacità di reagire alla gogna che li ha investiti dopo il folle gesto del figlio. In un piccolo centro come Anguillara Sabazia, dove tutti conoscono tutti, non è facile reggere gli sguardi di chi fa trapelare indignazione e sospetti di una corresponsabilità dell’accaduto.

La colpa di aver messo al mondo un assassino

Che si tratti di una qualche più o meno velata accusa di complicità, resa comunque evidente sebbene non apertamente formulata, o più banalmente di quella di essere i genitori di un assassino. La madre e il padre del mostro che ha ucciso la moglie, deturpandone e nascondendone il cadavere. Mostri anche loro quindi. A ciò si aggiunge la pressione mediatica e, ancor più, il perverso mondo dei social che rende chiunque alla mercé di tutti. La coppia è finita per essere bersagliata dai soliti leoni da tastiera che hanno destinato loro le peggiori offese possibili. Facendo ricadere sui genitori le colpe del figlio. Anche per questo, oltre che per un semplice atto dovuto, la procura di Civitavecchia ha aperto un fascicolo per istigazione al suicidio.

La lettera dei genitori di Carlomagno

Perché in quella lettera con la quale i genitori di Carlomagno hanno spiegato le ragioni del proprio gesto si leggono anche la disperazione, l’inquietudine e la vergogna per l’accusa di aver messo al mondo il figlio. Quel figlio. Un killer brutale e apparentemente senza scrupoli che ha appreso dal carcere la notizia della tragica morte dei genitori. Adesso, dopo il suicidio di Pasquale e Maria, con il figlio Claudio recluso in attesa di un processo che lo vedrà senza alcun dubbio condannato a una lunga pena. E il paradosso di tutto ciò è che relegato sullo sfondo di questa tragedia nella tragedia resta la maggiore vittima di questa vicenda. Il figlio di Claudio e Federica. Un bambino che nel giro di pochi giorni è rimasto orfano di madre, con il padre in galera e senza due nonni morti suicidi. Una vittima degli errori – o meglio, orrori – di un padre che ricadono sul figlio. Ma, probabilmente, anche di quel tribunale del popolo che è difficile sfamare e impossibile saziare.


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