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Peperoncini Super Hot, i più piccanti al mondo e le loro origini

Un viaggio alla scoperta dei peperoncini più piccanti al mondo

di Gianluca Pascutti -


Peperoncini e competizione, un binomio che negli ultimi anni ha trasformato la ricerca del piccante in una vera disciplina, fatta di record, ibridazioni e coltivazioni specializzate. Il panorama mondiale è dominato da varietà che hanno superato la soglia del milione di unità sulla Scala di Scoville, un traguardo impensabile fino a pochi decenni fa. Oggi questi frutti estremi non sono solo una curiosità gastronomica, ma un fenomeno culturale che coinvolge coltivatori, laboratori agricoli e appassionati di tutto il mondo.

I peperoncini più piccanti del pianeta

Il primato attuale è detenuto dal Pepper X. Una cultivar statunitense che ha ridefinito il concetto di piccantezza con valori che sfiorano i 2,7 milioni di SHU. Prima di lui, il Carolina Reaper. Questo aveva dominato la scena internazionale grazie a una combinazione di potenza e aroma fruttato. Caratteristiche che lo hanno reso celebre anche tra gli chef più audaci. A completare il podio dei super‑hot si trovano il Trinidad Moruga Scorpion e il Trinidad Scorpion Butch T. Entrambi originari di Trinidad e Tobago, territori in cui la selezione naturale e quella umana hanno prodotto varietà dalla forza incendiaria.

Dove vengono coltivati i super‑piccanti

La geografia della piccantezza estrema è sorprendentemente varia. Negli Stati Uniti, in particolare nel Sud Carolina, sono stati sviluppati alcuni dei peperoncini più potenti mai registrati. A Trinidad, invece, la tradizione agricola locale ha favorito la nascita di cultivar che oggi vengono esportate e replicate in tutto il mondo. Anche l’India nord‑orientale, con regioni come Assam e Nagaland, continua a essere un punto di riferimento grazie al celebre Bhut Jolokia, uno dei primi peperoncini a superare la soglia del milione di SHU. In Europa, numerosi produttori hanno iniziato a coltivare queste varietà in serre controllate, dimostrando che la piccantezza estrema può essere ottenuta anche lontano dai luoghi d’origine.

Come si misura la piccantezza

La forza di un peperoncino viene misurata attraverso la Scala di Scoville, un sistema che quantifica la concentrazione di capsaicinoidi, le molecole responsabili della sensazione di bruciore. Oggi la misurazione viene effettuata tramite HPLC, una tecnica di laboratorio che permette di ottenere valori precisi e comparabili. Questo metodo ha reso possibile la classificazione dei super‑hot e ha contribuito alla loro diffusione globale, perché la piccantezza può essere certificata e confrontata in modo oggettivo.

Il ruolo del nostro Diavolicchio Calabrese

Nel panorama italiano, i peperoncini super‑hot vengono coltivati con crescente interesse, ma accanto a queste varietà estreme resiste un protagonista storico, il Diavolicchio Calabrese. Non raggiunge i livelli dei giganti mondiali, ma resta un peperoncino autoctono, forte, profumato e profondamente legato alla tradizione gastronomica del Sud Italia. La sua presenza ricorda che la piccantezza non è solo una questione di record, ma anche di identità culturale e continuità agricola.


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