GRAVI INDIZI DI REATO – Carol Maltesi: violenza, processo e il nodo della premeditazione che divide la Cassazione
Legata, incappucciata, imbavagliata con del nastro adesivo per tapparle la bocca, presa a martellate in testa tredici volte e poi finita con una coltellata alla gola: questo, il tragico destino di Carol Maltesi, morta nel gennaio 2022 per mano del suo ex compagno, Davide Fontana.
Negli ultimi giorni l’omicidio di Carol Maltesi è tornato a far discutere, a seguito della decisione della Corte di Cassazione di escludere, per la seconda volta, l’aggravante della premeditazione e il conseguente annullamento della condanna all’ergastolo. Una decisione che ha riaperto ferite mai rimarginate e ha riacceso il dibattito sulla risposta dello Stato ai casi di femminicidio.
Nata a Sesto Calende nel 1985, e madre di un bambino, Carol lavorava come attrice in video per adulti, una scelta professionale che, nel racconto pubblico, è stata spesso usata per spostare l’attenzione dalla violenza subita alla vita privata della vittima.
Il rapporto tra Carol Maltesi e Davide Fontana
Carol e Davide Fontana si conoscevano da anni. Abitavano nello stesso complesso residenziale a Rescaldina e la loro relazione, iniziata come amicizia e collaborazione lavorativa, si è poi trasformata in un legame sentimentale discontinuo. Fontana aveva iniziato ad aiutare Carol nella gestione dei contenuti online, occupandosi delle riprese e di alcuni aspetti economici. Col tempo, però, quel ruolo si è intrecciato a un controllo sempre più soffocante, fatto di pressioni, richieste insistenti e difficoltà ad accettare l’autonomia della donna. Nei mesi precedenti all’omicidio, Carol aveva espresso la volontà di chiudere definitivamente il rapporto e di trasferirsi a Verona per essere più vicina al figlio. Una decisione che, secondo quanto emerso dalle indagini, Fontana viveva come un abbandono. Messaggi, ricerche online e testimonianze parlano di una gelosia crescente e di una paura ossessiva di “perderla”.
L’omicidio e l’occultamento del corpo
L’11 gennaio 2022 Fontana si presenta a casa di Carol con il pretesto di girare un ultimo video, concordato. Le modalità della scena — legature e immobilizzazione — rientravano in un copione noto e, inizialmente, consensuale. È in quel contesto che la violenza esplode: l’uomo colpisce Carol mentre è inerme, senza possibilità di difendersi o fuggire. Dopo averla uccisa, Fontana ha messo in atto un lungo e macabro tentativo di occultamento del corpo: lo ha fatto a pezzi, conservato per settimane in un congelatore e infine abbandonato in un dirupo nel Bresciano.
Il cadavere è stato ritrovato solo mesi dopo, dando avvio a un’indagine che ha sconvolto l’opinione pubblica per la sua efferatezza.
La morte di Carol Maltesi resta una ferita aperta, non solo per la brutalità dell’omicidio, ma per ciò che rivela sul modo in cui la violenza contro le donne viene ancora letta, raccontata e giudicata.
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