Immigrati, aumentano i minori non accompagnati
Nonostante la flessione complessiva degli arrivi via mare, il loro numero resta altissimo, sfiorando quota 12mila
Immigrati, calano gli sbarchi ma raddoppia l’emergenza minori. I dati Unicef rivelano una realtà inaspettata. Nonostante la flessione complessiva degli arrivi via mare, il numero di minori stranieri non accompagnati resta altissimo, sfiorando quota 12mila nel bilancio consolidato dell’ultimo anno. Il “fattore età” sta cambiando il volto dell’accoglienza.
Meno adulti, più bambini soli
È’ un dato politico e sociale rilevante. In un’Italia che osserva una stabilizzazione dei flussi migratori — con circa 66 mila arrivi totali nel 2025 e un trend di calo costante nei primi mesi del 2026 — la quota di chi viaggia senza genitori è diventata proporzionalmente esplosiva.
Secondo l’Unicef, sono circa 12mila gli immigrati minori non accompagnati giunti sulle nostre coste. Per dare una dimensione al fenomeno, oggi 2 migranti su 10 che sbarcano a Lampedusa o sulle coste calabresi non hanno ancora compiuto 18 anni. Se nel 2023 il flusso era numericamente superiore ma più eterogeneo, oggi la migrazione si sta “infantilizzando”.
Le famiglie nei Paesi d’origine sembrano puntare tutto sui figli più giovani, mandandoli soli verso l’Europa nella speranza che il loro status di minori garantisca una protezione legale più solida e immediata.
Tre possibili cause per l’aumento
Perché i minori aumentano se gli sbarchi calano? Una lettura non immediata. Se gli arrivi complessivi sono in calo – dai picchi degli anni precedenti si è scesi a circa 4.800 arrivi nei primi due mesi del 2026 – è clamoroso l’aumento della quota minorile.
Tre, i possibili fattori chiave. Con il restringimento delle maglie legislative per gli adulti, le famiglie dei paesi sub-sahariani e dell’area asiatica (Egitto, Bangladesh, Gambia) investono le scarse risorse economiche per far partire solo i figli maschi adolescenti (il 90% dei Msna ha tra i 16 e i 17 anni).
Poi, rotte più pericolose, ma selettive. Il calo dei flussi, spesso frutto di accordi bilaterali e controlli più serrati, che però non fermano i soggetti più determinati o coloro che, per diritto internazionale, non possono essere respinti. Appunto, i minori. Infine, l’effetto “scudo”. La consapevolezza che un minore non può essere espulso forzatamente rende il viaggio di un diciassettenne l’unico investimento migratorio “sicuro” per un nucleo familiare.
Più maschi, ma crescono di numero le adolescenti
Nella quota in aumento, la prevalenza maschile tra i minori soli ma pure una crescita preoccupante delle ragazze adolescenti, spesso vittime di tratte finalizzate allo sfruttamento sessuale o lavorativo.
L’Unicef ha raggiunto oltre 15mila giovani nel 2025, fornendo supporto psicosociale e legale, ma il sistema d’accoglienza italiano è sotto stress. Le regioni più esposte, come la Sicilia (che accoglie il 22% dei minori) e la Lombardia, chiedono risorse strutturali che vadano oltre l’emergenza.
Il dato dei 12mila minori evidenzia che non basta più gestire gli sbarchi ma le traiettorie di vita. Se il flusso di adulti cala, le risorse risparmiate nella prima accoglienza dovrebbero essere spostate con urgenza verso l’integrazione di questi minori, con azioni di scolarizzazione, tutoraggio e percorsi di affido familiare.
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