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Esteri

Trump incontra i leader dell’America Latina e lancia la guerra totale ai cartelli

di Cinzia Rolli -


Il presidente Donald Trump ha ospitato il vertice inaugurale “Shield of the Americas” (Scudo delle Americhe) presso il suo golf resort Trump National Doral a Miami, in Florida. L’incontro ha riunito i leader di 12 nazioni dell’America Latina e dei Caraibi con l’obiettivo di creare una coalizione militare e politica per combattere le organizzazioni criminali.

Il Tycoon ha incoraggiato i leader riuniti nell’area di Miami a intraprendere azioni militari contro i cartelli del traffico di droga e bande transnazionali che rappresentano una minaccia inaccettabile per la sicurezza dell’emisfero occidentale.

“I cartelli sono un cancro che sta divorando le vostre nazioni e avvelenando la nostra. Non siamo più qui per contenere il problema, siamo qui per eradicarlo. Diteci solo dove sono e li colpiremo. Abbiamo i missili, abbiamo la tecnologia, abbiamo la volontà. Vogliamo che i vostri Paesi siano sicuri e vogliamo che il nostro confine sia protetto per sempre. L’unico modo per sconfiggere questi nemici è scatenare il potere dei nostri eserciti” Ha sostenuto Trump con decisione nel suo discorso alle autorità presenti all’incontro.

A tal fine Ecuador e Stati Uniti hanno messo in atto operazioni militari contro gruppi criminali organizzati nel paese sudamericano. In particolare hanno attaccato un rifugio appartenente al gruppo armato illegale colombiano Comandos de la Frontera nell’Amazzonia ecuadoriana.

La questione dell’influenza cinese invece è stata affrontata come una minaccia diretta alla sicurezza nazionale e alla supremazia economica americana.

Il Presidente Trump ha presentato una versione aggiornata della dottrina Monroe, che aveva cercato di vietare le incursioni europee nelle Americhe, affermando esplicitamente che gli Stati Uniti non permetteranno a “influenze straniere ostili” di stabilire teste di ponte nella regione. L’amministrazione governativa ha espresso forte preoccupazione per i massicci investimenti cinesi in infrastrutture strategiche. Ha quindi esortato i leader latinoamericani a ridurre la dipendenza commerciale da Pechino, offrendo in cambio una maggiore cooperazione economica e militare.

Il meeting con i capi latinoamericani non è durato a lungo. Il Presidente americano ha dovuto infatti successivamente raggiungere la base aerea di Dover, Delaware, per essere presente al trasferimento dei sei soldati statunitensi uccisi in un attacco in Kuwait dopo la campagna militare lanciata da Stati Uniti e Israele contro l’Iran.

Il Segretario di Stato Marco Rubio, dopo la partenza di Trump, ha ospitato i vertici dell’America Latina per un pranzo di lavoro, dando un caloroso benvenuto bilingue ai suoi ospiti.

Ha ribadito quindi che i capi presenti sono i partner strategici fondamentali per garantire che il quadrante occidentale rimanga libero da influenze esterne nemiche e dalla violenza criminale dei cartelli.

Kristi Noem ha debuttato invece nel suo nuovo ruolo di inviata speciale per lo “Scudo delle Americhe”, dopo essere stata rimossa dalla guida del Dipartimento della Sicurezza Interna (DHS).

Vogliamo che il nostro emisfero sia più sicuro, più sovrano e più prospero” ha dichiarato Noem in un discorso rivolto ai leader presenti.

Ha affermato che il suo mandato sarà incentrato sull’aiutare le nazioni vicine a proteggere i propri confini ora che l’amministrazione di Trump considera al sicuro i confini degli Stati Uniti.

L’incontro promette sicurezza in cambio di lealtà assoluta. Resta da capire come reagiranno Brasile e Messico, grandi assenti, di fronte a una coalizione che minaccia chiaramente l’uso di missili.


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