Fiamme gialle in barcaccia: maxi inchiesta al Teatro San Carlo
Un presunto giro di lezioni mai effettuate e compensi gonfiati: sotto inchiesta l'ex sovrintendente Lissner
Fiamme gialle in barcaccia: a Napoli c’è la maxi inchiesta sul Teatro San Carlo. Ben undici sarebbero gli indagati. A cominciare dall’ex sovrintendente Stephane Lissner. I finanzieri nella serata di ieri hanno sottoposto a perquisizione gli uffici del Teatro. L’inchiesta, coordinata dalla Procura della Repubblica di Napoli e condotta dai militari del nucleo di polizia economica e finanziaria della Guardia di Finanza partenopea, verterebbe su ipotesi di reato tra cui ci sarebbero truffa, peculato e falso.
Inchiesta al San Carlo, Lissner sotto indagine
Stephane Lissner è tra i nomi coinvolti nell’inchiesta sul Teatro San Carlo. Insieme a lui, nel registro degli indagati, ci sarebbe pure l’ex direttore generale Emmanuela Spedaliere. Nel mirino della Procura e dei finanzieri ci sarebbe un sistema di compensi gonfiati, a fronte di lezioni e masterclass mai effettuate, che coinvolgerebbe pure artisti di caratura internazionale come il tenore tedesco Jonas Kaufmann. Un “affare” che stando alle indagini sarebbe costato al teatro fino a poco più di 200mila euro. Insomma dei “gettoni d’oro” su cui gli investigatori vogliono fare chiarezza.
L’altro filone di inchiesta
Ma non è tutto perché al centro dell’inchiesta sul Teatro San Carlo ci sarebbe pure un altro filone d’indagine. Che riguarderebbe le Officine San Carlo del direttore artistico Michele Sorrentino Mangini, figlio proprio dell’ex dg Spedaliere. Gli spettacoli, secondo i rilievi della Procura e della Gdf, si sarebbero organizzati e svolti in locali che non avrebbero potuto ospitarli. Il capo d’accusa, in questo caso, sarebbe quello di peculato. L’indagine non coinvolge l’attuale gestione del teatro ma impatta sulle attività della passata “governance” del San Carlo.
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