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Divieto social e siti porno? I minori già li bypassano

Il 70% dei minori aggirerebbe abitualmente gli attuali divieti tramite Vpn e account falsificati

di Dave Hill Cirio -


Divieto social e siti porno per i minori? Mentre in Parlamento si accelera sul disegno di legge per vietare i social sotto i 15 anni che va incontro ad una forte determinazione da parte della maggioranza di centrodestra, i numeri raccontati dalla società reale raccontano altro e molto fanno temere.

Divieto social per i minori?

Il 70% dei minori aggirerebbe abitualmente i divieti tramite Vpn e account falsificati. Ma è l’analisi dei dati Agcom a rivelare l’inefficacia strutturale della attuale risposta alla questione. Le recenti direttive sui sistemi di age verification circa il blocco dei siti porno hanno messo a regime circa 1,2 milioni di schede telefoniche con filtri attivi.

I risultati Agcom, una goccia nel mare

Una goccia nel mare. A fronte di una popolazione di minori in Italia che sfiora i 9 milioni (fascia 0-18 anni), la copertura dei sistemi di controllo ufficiali appare irrisoria se non – a vederla ottimisticamente – la prova di qualcosa che funziona solo se “brucia” completamente la platea dei minori. Questo scarto fa prevedere il possibile fallimento di ogni iniziativa futura.

In attesa di una nuova legge

La stragrande maggioranza dei ragazzi naviga con sim intestate ai genitori o grazie a profili privi di reale verifica dell’identità. Il cuore del dibattito non riguarda più il “se” vietare, ma l’impossibilità di farlo senza un’adozione di massa di Spid e Cie.

L’Italia, finora, tenta la via della sovranità digitale, ma si scontra con una generazione di “fuorilegge precoci” tecnicamente più avanzata dei regolatori. Limitarsi a regole di facciata, peggio del non far nulla. L’unica soluzione efficace, una sorveglianza digitale capillare.


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