Urne aperte in Gran Bretagna: Starmer trema
Reform UK, la coalizione di destra guidata da Nigel Farage e il Green Party, il gruppo di sinistra di Zack Polanski, insidiano i big
Urne aperte in Inghilterra, Scozia e Galles per le elezioni locali. Si tratta della prova elettorale più impegnativa per il primo ministro britannico laburista Keir Starmer dalla sua larga vittoria alle elezioni generali del luglio del 2024. Sono oltre 20 milioni i cittadini chiamati al voto in una tornata che ridisegnerà equilibri e rapporti di forza. In Scozia verranno rieletti tutti i 129 membri del Parlamento, mentre in Galles i seggi in palio saranno 96. Il centro nevralgico della sfida è in Inghilterra, dove oltre 5.000 seggi in 136 autorità locali dovranno essere rinnovati.
I due principali partiti sono in difficoltà
Un banco di prova non da poco per l’attuale governo guidato dai laburisti di Starmer, ma anche per gli storici avversari, i conservatori di Kemi Badenoch. Entrambi, secondo i più recenti sondaggi, sono attorno al 18%, stretti nella morsa di Reform UK, la coalizione di destra guidata da Nigel Farage che si attesta al 24%, e del Green Party, il gruppo di sinistra di cui leader è Zack Polanski, in forte ascesa al 17%, seguito dai Lib Dems di Ed Davey al 13%.
L’ombra della sconfitta per Starmer
Le previsioni delineano un possibile tracollo storico per il Labour, che potrebbe perdere tra il 50% e il 74% dei 2.557 seggi che difende. Si parla di circa 1.900 consiglieri in meno, uno dei peggiori risultati nella storia del partito, dopo la già pesante sconfitta di un anno fa. Per Keir Starmer, il risultato londinese sarà decisivo. Se dovesse veder sfumare più di 5-6 borough, la sua leadership verrebbe subito messa in discussione. Il premier ha fatto appello al cosiddetto “voto utile” contro i Conservatori.
Il caso Epstein
L’ultimo anno ha visto crollare i suoi consensi a causa delle pesanti ombre interne e di alcune turbolenze esterne. In primo piano c’è la vicenda Mendelson, legata agli “Epstein Files”. Il primo ministro ha negato ogni coinvolgimento diretto, ma le voci di chi sostiene che fosse stato avvisato delle possibili implicazioni ne hanno logorato la credibilità.
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