Gli Stati Uniti hanno lanciato nuovi attacchi contro le petroliere che tentavano di forzare il blocco a danno dell’Iran lungo lo Stretto di Hormuz. Le forze americane hanno condotto ulteriori operazioni aeree nell’area, colpendo diverse imbarcazioni vuote. Il Centcom, il comando militare centrale Usa che opera in Medio Oriente, ha riferito che “attualmente vi sono oltre 70 petroliere a cui le forze statunitensi impediscono di entrare nei porti iraniani o di uscirne”. Sono navi commerciali che possono trasportare oltre 166 milioni di barili di petrolio iraniano, per un valore stimato che supera i 13 miliardi di dollari.
Rubio mette le mani avanti
“Vedremo cosa succederà, ci sarà uno sviluppo nelle prossime ore, in Iran sono frammentati ma spero davvero in una proposta seria da parte loro”, ha detto il segretario di Stato Usa Marco Rubio in un incontro con la stampa dopo il faccia a faccia con la premier italiana Giorgia Meloni a Roma. “La linea rossa è chiara: se minacciano gli americani, li faremo saltare in aria. Non si può essere più chiari di così”, ha avvertito il capo della diplomazia americana all’indomani dello scambio di colpi con l’Iran nello Stretto.
Il segretario di Stato Usa si è rifiutato di rendere noto cosa riporterà al presidente Donald Trump dopo il colloquio con Papa Leone XIV. “Perché dovrei dirvi cosa suggerirò al presidente? – ha dichiarato alla stampa – Il presidente parlerà sempre chiaramente di come si sente e agirà sempre nel migliore interesse degli Stati Uniti”. “Penso possiamo fare ciò e continuare ad avere relazioni importanti e fruttuose con la Chiesa, che ha anch’essa un ruolo importante nel mondo”, ha aggiunto il neocon.
L’Iran ritiene gli Usa responsabili delle nuove tensioni
Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha accusato gli Stati Uniti di scegliere “un’avventura militare irresponsabile, ogni volta che una soluzione diplomatica è sul tavolo”. “Si tratta di una rozza tattica di pressione? O è il risultato di un sabotatore che ancora una volta sta ingannando il presidente degli Stati Uniti trascinandolo in un nuovo pantano? Il risultato è sempre lo stesso: gli iraniani non si piegano alle pressioni e la diplomazia è sempre la vittima”, ha scritto Araghchi in un messaggio pubblicato su X.
Il ministro degli Esteri della Repubblica islamica ha inoltre contestato le valutazioni attribuite alla Cia sulle capacità missilistiche di Teheran: “La Cia si sbaglia. Il nostro arsenale missilistico e la capacità di lancio non sono al 75% rispetto al 28 febbraio. La cifra corretta è il 120%”. La prontezza dell’Iran a difendere la propria popolazione è “al 1.000%”.
Le petroliere oggetto di contesa
L’Iran ha annunciato di aver dirottato verso le proprie coste una petroliera sanzionata dagli Stati Uniti che trasportava greggio iraniano. In una nota diffusa dalla tv di Stato, la Marina iraniana ha riferito che i suoi commando, su indicazione del Consiglio supremo per la sicurezza nazionale, hanno sequestrato nel Mare dell’Oman la “Ocean Koi”, accusata di aver tentato di “danneggiare e interrompere le esportazioni petrolifere iraniane”.
Secondo il comunicato, la nave, battente bandiera delle Isole Barbados, trasportava petrolio appartenente alla Repubblica islamica ed è stata intercettata nell’ambito di “un’operazione speciale pianificata”. Dopo l’abbordaggio è stata scortata verso la costa meridionale e consegnata alle autorità giudiziarie.
I negoziati tra Libano e Israele
Il presidente libanese Joseph Aoun ha incontrato Simon Karam, il capo della delegazione di Beirut incaricata di condurre i negoziati con Israele. Aoun ha dato all’ex ambasciatore le ultime indicazioni. Karam partirà oggi per gli Stati Uniti.
L‘Institute for the Study of War ha pubblicato un report in cui viene fotografata l’invasione israeliana via terra nel Sud del Libano e sono indicate le aree su cui Hezbollah sta concentrando le proprie incursioni “per impedire a Israele di espandere e solidificare l’area cuscinetto” decretata dall’amministrazione di Netanyahu. L’Idf sta ricevendo critiche nello Stato ebraico per i morti e feriti provocati dai raid dei droni FPV della milizia armata.