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Economia

L’Ue apre alle deroghe sul Patto di Stabilità per l’energia

Tutti i numeri di Bruxelles, la soddisfazione di Giorgetti

di Maria Graziosi -


Dall’Ue prime (timide) aperture sulle deroghe al Patto di Stabilità per l’energia. Valdis Dombrovskis, il feroce commissario d’acciaio all’economia, s’è finalmente reso conto che l’Europa rischia davvero grosso. E, soprattutto, che i nodi in Medio Oriente, non si scioglieranno subito. La soluzione proposta dalla Commissione è quella che tenta di tenere tutto insieme, una sorta di compensazione per i Paesi (come l’Italia) che non ce la fanno di fronte, però, al rispetto dei catenacci contabili da rispettare in maniera necessaria.

Prime aperture sulla deroga al Patto per l’energia

Siamo alle proposte. Quella di Bruxelles è stata presentata proprio da Dombrovskis. Nella cornice di una flessibilità fiscale “per affrontare le sfide” dell’energia, la Commissione propone di applicare la clausola di salvaguardia per la Difesa anche ai temi e alle spese energetiche. A patto, però, che i denari vengano utilizzati per “accelerare la transizione” e favorire “l’uscita dalla dipendenza dai combustibili fossili”. Va da sé che le misure debbono essere mirate e temporanee.

I numeri di Dombrovskis

La misura delle deroghe dalla Ue sul Patto di Stabilità per l’energia non è immensa. Non ci sarà alcun helicopter money. Né, tantomeno, nessun lassismo. Il limite sarà commisurato allo 0,3% del Pil annuale. Una misura utilizzabile per tutto il triennio dal 2026 fino al 2028. Con un tetto fissato allo 0,6% complessivo nell’ambito dei tre anni. Giorgetti s’è detto soddisfatto “perché la Commissione, impensabile fino a qualche mese fa, ha recepito le nostre proposte, frutto di un lavoro lungo, serio e riservato”. Un segnale, evidentemente, di un cambio di passo nei rapporti tra Roma e Bruxelles.


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