Standing ovation per Mattarella alle celebrazioni per gli 80 anni dall’insediamento dell’Assemblea costituente
Il tricolore proiettato sulla facciata principale di Montecitorio, una mostra sulla Costituente allestita nella Sala della Lupa, dove fu proclamato il referendum istituzionale con il quale il 2 giugno del 1946 gli italiani scelsero la Repubblica, la fontana del cortile d’onore addobbata con rose rosse, bianche e la tipica ‘asparagina’ verde. Così la Camera dei deputati si è preparata ad accogliere le celebrazioni per gli 80 anni dalla prima seduta della Assemblea costituente. Una seduta solenne del Parlamento riunito alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Accolto al suo arrivo a Montecitorio dagli onori militari e dai presidenti di Camera e Senato, Lorenzo Fontana e Ignazio la Russa, il Capo dello Stato è stato poi raggiunto anche dalla Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, e dal presidente della Corte Costituzionale, Giovanni Amoroso.
I presenti alla celebrazione
Le più alte cariche dello Stato hanno visitato insieme la mostra “1946: nasce la Repubblica, l’Assemblea Costituente a Montecitorio”. Poi l’ingresso in un’Aula gremita, solcando il Transatlantico tra un cordone di assistenti parlamentari in alta uniforme e con i guanti bianchi. Ad accompagnarlo l’applauso dei tanti deputati e senatori intervenuti. Per il governo, oltre alla premier, erano invece presenti il ministro della Giustizia Carlo Nordio, quello della Pubblica Amministrazione Paolo Zangrillo, quella del Lavoro Maria Elvira Calderone e quello per i Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani. In apertura del proprio intervento il Presidente Mattarella ha subito esaltato il senso più profondo delle celebrazioni. “Rendere onore alle donne e agli uomini che, nella Assemblea costituente – in questa Aula, dove si svolsero i suoi lavori – seppero dare forma alla libertà e alla democrazia degli italiani, all’indomani del referendum che scelse la Repubblica come ordinamento dello Stato, e furono capaci di garantirne l’indipendenza”. Il Capo dello Stato ha poi esaltato i passi avanti che, con orgoglio, “l’Italia repubblicana ha compiuto in questi decenni”.
Il percorso verso la Costituzione
Ricordando il “prezzo alto” pagato da tanti italiani per “conquistare il diritto di dettare le regole della propria convivenza civile dopo la dittatura e la guerra”. Anche grazie al sacrificio dei partigiani che hanno reso possibile la Liberazione. Dei “martiri assassinati dal fascismo” e di tutti quanti hanno subito le “le vessazioni naziste e della Repubblica di Salò”. Il Presidente della Repubblica ha quindi scandito con chiarezza i passaggi storici che hanno condotto ai lavori dell’Assemblea Costituente e alla redazione della Costituzione. Uno “sforzo di dialogo e di sintesi” tra i partiti all’epoca protagonisti teso a obbedire a un “principio elementare”. Quello secondo il quale “la Repubblica è di tutti”. Diverse le citazioni di nomi e interventi che l’inquilino del Colle ha richiamato durante il proprio discorso per ripercorrere le fasi di un percorso alla cui base si pone un senso di unità.
Il lungo applauso al termine delle celebrazioni degli 80 anni dall’insediemnto dell’Assemblea Costituente
Da Alcilde De Gasperi a Umberto Terracini e Giuseppe Saragat, passando per Matteotti, Amendola, don Minzoni, Gramsci e Nello Rosselli. Infine, un ennesimo richiamo al risultato di quell’esperienza democratica, arricchita da un profondo senso di comunità, che ha mosso i primi passi 80 anni fa. La Costituzione, il “frutto di una Assemblea di donne e uomini liberi”. È con queste parole che il Presidente della Repubblica ha concluso il proprio intervento tra la standing ovation bipartisan che gli è stata riservata da tutti i parlamentari intervenuti. Ad eccezione degli unici due vannacciani presenti. Rossano Sasso ed Edoardo Ziello hanno, infatti, lasciato l’aula prima del termine delle celebrazioni. Poi nell’emiciclo di Montecitorio si sono esibiti l’orchestra e il coro del teatro dell’Opera di Roma diretti da Michele Mariotti.
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