Sciopero rider: app spente nelle città dell’allerta caldo
Un percorso di mobilitazione, l'incontro oggi al ministero del Lavoro, le assemblee territoriali fissate per il 29 luglio
Sciopero: i rider sfidano il “caporalato digitale”.
Lo sciopero dei rider
Le piazze di Milano, Bologna e Firenze hanno guidato ieri la protesta del food delivery. Una mobilitazione contro i turni sotto il sole cocente e per il salario garantito.
Sullo sfondo, la trattativa per un contratto nazionale autonomo che superi il cottimo. Ieri, i rider hanno spento gli algoritmi.
Paralizzate le consegne di Glovo e Deliveroo nelle principali città. la protesta principale, per condizioni di lavoro aggravate da una emergenza caldo che spezza in due lo Stivale.
I lavoratori chiedono tutele
I rider protestano per coprire le ore di fermo forzato imposte dalle ordinanze comunali antiafa, evitando che la salute si traduca in una perdita netta di salario.
La mobilitazione, in un passaggio negoziale cruciale
Felsa Cisl, unica sigla confederale seduta alle trattative per strutturare un accordo inedito per regolamentare il lavoro autonomo.
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L’incontro al ministero del Lavoro
I rider rivendicano la propria autonomia decisionale -poter scegliere quando connettersi o rifiutare una consegna senza subire penalizzazioni dalle app-, e pretendono una rete di garanzie. Il sindacato punta a scardinare il cottimo puro, fissando un trattamento economico complessivo non inferiore ai minimi contrattuali nazionali della categoria subordinata.
Sul tavolo anche un monte ore di assemblea retribuito, bacheche sindacali digitali e trasparenza sui software aziendali per arginare il “caporalato digitale”, il subappalto abusivo degli account. Un percorso che proseguirà con l’incontro oggi al ministero del Lavoro e nelle assemblee territoriali fissate per il 29 luglio.
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