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Corea del Sud: quando il sorbetto fa il solletico

Formiche per deliziare i clienti, guai in cucina

di Enzo Ricci -


A Seul un pubblico ministero ha chiesto un anno di carcere per il proprietario di un ristorante due stelle Michelin, accusato di aver servito sorbetti decorati con formiche. Insetti importati dagli Stati Uniti e dalla Thailandia, che però non rientrano tra le dieci specie consentite dalla legge sudcoreana. Cavallette sì, locuste pure, grilli anche. Le formiche, invece, restano fuori dal buffet ufficiale.

La difesa dello chef: “Erano solo una piccola parte del menu”

Il ristoratore ha ammesso tutto, ma ha provato a smorzare i toni, sostenendo che le formiche erano una “micro‑guarnizione” nel percorso degustazione da 15 portate, e i clienti potevano scegliere alternative più tradizionali, come aceto fermentato o fiori commestibili. Secondo lui, solo il 60% degli ospiti ha voluto provare l’esperienza croccante.

Un caso nato online

La vicenda è esplosa quando i funzionari del Ministero della Sicurezza Alimentare della Corea del Sud hanno trovato recensioni con foto di piatti cosparsi di formiche. Le indagini parlano di circa 49mila insetti utilizzati in quattro anni. Secondo il Chosun Daily, quelle formiche contenevano fino a 55 volte più metalli pesanti rispetto agli insetti normalmente autorizzati. Un condimento tutt’altro che salutare.

“All’estero lo fanno”: l’argomento che non convince

Lo chef ha ricordato che ristoranti in Australia, Danimarca e Regno Unito usano le formiche come ingrediente gourmet. Ma la Procura sudcoreana non sembra intenzionata a seguire le presunte mode internazionali. Oltre alla pena detentiva, ha chiesto una multa da 20 milioni di won (circa 11.750 euro). Il nome del locale resta segreto, ma la notizia ha già fatto il giro del mondo. E tra un sorbetto e un’inchiesta, l’estate gastronomica di Seul si è fatta decisamente più frizzante.


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