Il successo di Musk: il razzo di SpaceX realizza il miglior rientro di sempre
Ancora più vicina la missione Artemis III che vedrà l’astronauta Parmitano protagonista
DALLA NOSTRA INVIATA
Si è concluso con successo venerdì 24 luglio il tredicesimo volo di prova, Flight 13, di Starship dalla base di Starbase a Boca Chica, in Texas. Questo lancio ha segnato una serie di traguardi storici per il programma aerospaziale di Elon Musk.
Per la prima volta Starship ha trasportato e rilasciato con esito positivo in orbita 20 satelliti Starlink di terza generazione (V3). Questa nuova flotta è nettamente più potente delle precedenti, in grado di garantire una larghezza di banda e una velocità internet molto superiori.
Al termine di una traiettoria suborbitale a metà del mondo, il veicolo ha eseguito il miglior rientro della sua storia, culminando in un soft splashdown, atterraggio morbido, nelle acque dell’Oceano Indiano.
Il veicolo è rimasto a galla nell’oceano completamente intatto mentre continuava a trasmettere dati telemetrici.
Il colosso spaziale in acciaio inossidabile dopo aver percorso più di 16.000 chilometri (10.000 miglia) dal pad di lancio di Starbase in Texas, ha eseguito una complessa dinamica di volo: si è posizionato perfettamente in verticale sopra la superficie del mare prima di calare dolcemente nell’acqua.
L’eccezionale successo ha scatenato l’entusiasmo all’interno del centro di controllo di SpaceX. L’ingegnere della compagnia e storica conduttrice del webcast ufficiale, Kate Tice, ha commentato in diretta dichiarando: “Siamo davvero entusiasti di questo”, ribattezzando affettuosamente la missione come il “fortunato volo”.
I satelliti Starlink V3 e il test dello scudo termico
I 20 satelliti avanzati sono stati espulsi con successo attraverso il collaudato meccanismo a fessura della Starship, simile a un distributore di caramelle Pez.
Subito dopo il rilascio, i nuovi moduli hanno attivato i propri terminali ottici, riuscendo a stabilire una comunicazione laser stabile con le generazioni precedenti di satelliti Starlink già operative in orbita.
Questo dispiegamento consolida il primato globale di SpaceX, che vanta oggi la più grande costellazione satellitare al mondo con oltre 10.000 satelliti Starlink attivi per la fornitura di internet globale.
I moduli orbitali hanno fotografato la navetta durante l’ultima fase del volo, trasmettendone a terra immagini incredibilmente nitide e dettagliate.
La trasmissione dei riscontri visivi è continuata senza interruzioni anche mentre il veicolo galleggiava sulle onde dell’oceano, fornendo agli ingegneri dati empirici senza precedenti per le future missioni lunari della NASA.
Lo scudo termico è stato inoltre dotato di sensori per misurare la pressione estrema esercitata sul veicolo durante il lancio.
Per testare la tolleranza ai danni della barriera protettiva, SpaceX ha utilizzato una configurazione cromatica sperimentale: la quasi totalità delle piastrelle ceramiche difensive era di colore nero, mentre alcune sezioni sono state deliberatamente dipinte di bianco per simulare visivamente la perdita o il distacco dei tasselli. Questo stratagemma ha permesso agli ingegneri di verificare empiricamente la resistenza strutturale dell’acciaio sottostante quando esposto direttamente alle sollecitazioni termiche del rientro.
“Abbiamo tutti i dati sui rivestimenti termici di cui avevamo bisogno e anche di più!”, ha dichiarato fiero Elon Musk su X.
Luca Parmitano e la rotta italiana verso Artemis
L’amministratore della NASA Jared Isaacman ha espresso le sue più vive congratulazioni. “Emozionato per ciò che impareremo da questa missione,” ha scritto su X.
L’accelerazione dei test di Starship è vitale per la NASA, che ha recentemente annunciato i dettagli e l’equipaggio ufficiale della missione Artemis III, programmata per il 2027.
Insieme al comandante americano Randy Bresnik e agli specialisti di missione Frank Rubio e Andre Douglas, l’italiano Luca Parmitano, astronauta dell’ESA e colonnello dell’Aeronautica Militare, è stato ufficialmente nominato pilota della missione. Parmitano sarà il primo astronauta europeo a volare nel programma Artemis.
Selezionato nel 2009 e già primo italiano al comando della Stazione Spaziale Internazionale, il collaudatore dell’Aeronautica Militare guiderà l’equipaggio nelle storiche manovre di attracco orbitale proprio con la Starship di SpaceX.
Il volo perfetto di venerdì dimostra che il super-razzo è pronto. La strada per lo spazio ora è aperta anche per l’Italia.

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