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Politica

La Caravella e il Vascello: Rizzo alla prova in mare aperto

Tra scissioni, manifesti improvvisi e generali in gran spolvero, il “vecchio comunista futurista” tenta un nuovo varo politico

di Andrea Fiore -


Marco Rizzo, fondatore di Democrazia Sovrana Popolare, è stato estromesso dal partito durante l’ultimo congresso. A prendere le distanze dal coordinatore nazionale è stato Francesco Toscano, co‑fondatore e presidente del movimento che alle ultime politiche ha preso l’1,2 %, il quale ha dichiarato di attendere le sue dimissioni formali e quelle di tutti coloro che hanno già pubblicamente aderito al suo nuovo progetto politico.

Il manifesto di Marco Rizzo per l’Italia

Rizzo, tre giorni fa, ha pubblicato su YouTube un video intitolato “Ecco il mio programma per l’Italia”, un vero e proprio manifesto politico, presentato con uno stile diverso da quello che quotidianamente vediamo sui social o in TV.

Giacca blu, cravatta regimental e pianta — da ufficio del capo — alle spalle. Il suo discorso non è a braccio come al solito, ma scritto su un foglio che adocchia di tanto in tanto, inforcando un paio di occhiali da lettura. Il tutto con linguaggio chiaro, ma formale, quasi autoritario.

In buona sostanza, da politico navigato, elenca tutte le cose che le persone di buonsenso vogliono sentirsi dire in questo momento, compresa l’uscita dallo schema destra, sinistra, centro.

Da anni ripete che non si riconosce più in questa sinistra, e molto probabilmente la cosa è reciproca. Ma la sua figura è sempre autorevole: viene visto come un politico vero — un comunista d’altri tempi con una visione futura — anche da chi vota a destra.

Il TG4, i “compagni” e l’ombra di Vannacci

A molti “compagni” non è andata giù la scelta di fare l’opinionista al TG4, dove le canne dei fucili sparano sempre a sinistra. Spesso è stato paragonato al “Buscetta del comunismo italiano”, da chi in realtà di questo argomento non ne sa quasi nulla, o da chi non ha il coraggio di abbandonare una nave completamente fuori rotta, destinata alla deriva.

Forse sarà un flop, forse i tempi non sono ancora maturi per affrontare una campagna elettorale viziata dalla presenza del generale Vannacci. Forse la politica stessa gli metterà i bastoni tra le ruote per mantenere lo status quo, definendolo l’ennesimo populista.

Eppure il buon Rizzo ricorda il sergente Lorusso (Diego Abatantuono), che cita Mao Tse‑tung per commentare la confusione e il cambiamento, esprimendo il desiderio di rifondare il paese, nel film Mediterraneo.

Nel frattempo, il vascello dell’Ammiraglio Vannacci ha messo la barra a dritta e naviga spedito. Riuscirà la Caravella di Rizzo a seguirne la rotta, o navigherà a vista?

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