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Politica

Giornata “Enzo Tortora”: l’ok della Camera

Con 178 voti favorevoli la Camera dà il via libera alla giornata in memoria delle vittime degli errori giudiziari

di Lino Sasso -

Enzo Tortora


Dopo un iter decisamente non facile, alla fine la Camera ha approvato l’istituzione della giornata “Enzo Tortora” in memoria delle vittime di errori giudiziari.

La giornata “Enzo Tortora”

La proposta, presentata tempo fa dal deputato di Italia Viva Davide Faraone, dopo un primo avvio dell’esame parlamentare era stata accantonata.

Il motivo è semplice. In un Paese nel quale tutti amano dirsi garantisti, alla prova dei fatti, sono sempre troppo pochi quelli che dimostrano di abbracciare sinceramente questo principio.

E ancora meno sono quelli disposti a mettere in discussione il lavoro della magistratura.

A rallentare l’approvazione dell’istituzione della giornata “Enzo Tortora” è stata, infatti, la circostanza per la quale, giustamente, la si è voluta dedicare alle vittime degli errori giudiziari.

Le vittime degli errori giudiziari

Che sono tante e tante. Ma che qualcuno vorrebbe restino in silenzio nell’oblio nel quale la malagiustizia le ha relegate. Non è un caso che a ostacolare il provvedimento siano state le stravaganti richieste di meglio definire e qualificare l’espressione “errori giudiziari”.

Come se non fosse già chiara di per sé. Certo, se si parte dal presupposto che la macchina della giustizia fa bene a prescindere da come opera e dal risultato che raggiunge, difficilmente si può accettare di dedicare una giornata a chi è rimasto tristemente vittima degli sbagli dei magistrati.

Il richiamo a un simbolo

E, a quanto pare, neanche il richiamo a Enzo Tortora, diventato un simbolo della più becera malagiustizia, è riuscito a fare breccia in tutti.

Perché si riconosce che il celebre conduttore televisivo fosse innocente, ma in qualche modo, ancora si stenta ad ammettere in modo netto la dimensione dell’errore del quale fu vittima per mano dei giudici.

Perché al di là degli svarioni dei magistrati, nel caso di Tortora – e dopo quello ancora tante, troppe volte – a venire meno fu soprattutto un principio cardine del nostro sistema giustizia, un valore presente in Costituzione, quello della presunzione di innocenza.

Una linea di demarcazione

Ed è forse proprio questa la linea di demarcazione più evidente che separa chi è sinceramente garantista da chi, invece, è troppe volte favorevole ad abdicare a queste principio. E questo accade in nome di un giustificazionismo di stampo machiavellico che da sempre favorisce alcune discutibili condotte da parte di procure prima e Tribunali dopo.

La giustizia è un bene superiore e va perseguita sempre e comunque, a qualsiasi costo, è la tesi. Ebbene, non può essere così, perché un errore giudiziario che rovina vite e intere famiglie è un costo sociale, morale e anche economico che semplice nega il concetto stesso di giustizia.

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