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Salute

Caldo estremo e salute mentale

Simeu e Siep lanciano l'allarme: i pazienti psichiatrici devono essere riconosciuti come categoria fragile nei piani nazionali

di Redazione -


Le temperature record di quest’estate non hanno provocato solo colpi di calore e disidratazione. Nei pronto soccorso italiani è emerso un dato preoccupante: gli accessi per disturbi psichiatrici sono aumentati fino al 20% rispetto a tre anni fa. Secondo Simeu e Siep, il caldo può aggravare ansia, disturbi dell’umore, favorire crisi depressive, scompensi psicotici e comportamenti autolesivi. Un fenomeno che non è più episodico, ma parte integrante dell’emergenza estiva.

Il ruolo dei farmaci e delle condizioni sociali

Gli esperti sottolineano come alcune terapie psicofarmacologiche aumentino la vulnerabilità, perché le molecole ad azione anticolinergica riducono la sudorazione e ostacolano la termoregolazione. La sospensione impropria dei farmaci, spesso autogestita, resta una delle principali cause di ricaduta acuta. A questo si aggiungono fattori sociali come isolamento, precarietà abitativa, case prive di climatizzazione. Condizioni che amplificano il rischio di crisi durante le giornate da bollino rosso.

Il pronto soccorso come sentinella

Per Simeu, il pronto soccorso è il punto di osservazione più sensibile. Ogni problema sanitario e sociale vi arriva senza filtri. L’aumento degli accessi psichiatrici legati al caldo richiede quindi una risposta di sistema, non una lettura stagionale.

Le quattro misure urgenti

Simeu e Siep indicano quattro interventi prioritari: inserire i pazienti psichiatrici tra le categorie a rischio nei piani nazionali e regionali, la sorveglianza attiva sui pazienti in politerapia, soprattutto con farmaci che inibiscono la sudorazione, protocolli dedicati nei pronto soccorso, con ambienti climatizzati, reidratazione, controllo degli elettroliti, gestione dell’agitazione, ed uso sistematico dei dati delle emergenze per pianificare interventi e rafforzare il legame tra ospedale e servizi territoriali.

Una nuova componente dell’emergenza estiva

Il disagio psichico legato al caldo è ormai una conseguenza strutturale del cambiamento climatico. Intercettarlo e gestirlo con un’integrazione stabile tra pronto soccorso e servizi di salute mentale sarà decisivo per proteggere le persone più fragili.


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