Mogol 90 candeline: la colonna sonora dell’Italia
A novant'anni compiuti, il lascito di Mogol rimane un patrimonio inestimabile
Novant’anni di Mogol: il poeta della canzone italiana spegne 90 candeline.
Mogol: 90 anni
Un traguardo a cifra tonda per una figura leggendaria: Giulio Rapetti, in arte Mogol, compie 90 anni.
Nato a Milano il 17 agosto 1936, il “re dei parolieri” — anche se lui ha sempre preferito definirsi semplicemente un “autore” — celebra oltre sei decenni trascorsi a plasmare la storia della musica leggera e della cultura popolare del nostro Paese.
Il suo pseudonimo – dal generale delle giovani marmotte di Qui, Quo, Qua – scelto tra 120 che aveva inviato alla Siae.
Una carriera da record
Con 1.776 canzoni firmate e oltre 523 milioni di dischi venduti, la poetica innovativa di Mogol ha letteralmente rivoluzionato il modo di scrivere i testi musicali in Italia.
E ha trasformato le parole in veri e propri frammenti di vita quotidiana e sentimenti nei quali si sono rispecchiate generazioni di italiani. Frequentemente, entrate nella pratica quotidiana del giornalismo e della tv, oltre che della cultura in generale.
Figlio d’arte — il padre Mariano era direttore musicale della Ricordi e paroliere con lo pseudonimo di Calibi —, Giulio riceve lo pseudonimo “Mogol” dalla Siae nel 1959.
Un nome d’arte diventato così iconico da essere registrato all’anagrafe come parte integrante del suo cognome nel 2016 . Nel 2018 è stato anche nominato presidente della stessa Siae.
I primi grandi trionfi arrivano sul palco del Festival di Sanremo
Nel 1961, la vittoria con Al di là (interpretata da Luciano Tajoli e Betty Curtis);
Del 1964, l’esplosione con Una lacrima sul viso, cantata da Bobby Solo.
Il sodalizio con Battisti e i grandi della musica
La svolta decisiva avviene nel 1965 con l’incontro con Lucio Battisti. Da quell’unione artistica nasce uno dei sodalizi più straordinari e prolifici di sempre, capace di regalarci capolavori immortali come Emozioni, Acqua azzurra, acqua chiara, Pensieri e parole, Il mio canto libero, Sì, viaggiare e Ancora tu.
Fu lo stesso Mogol a spingere con insistenza Battisti a interpretare i propri brani: “Lo convinsi io, lui non voleva: si sentiva un compositore e basta. Anni dopo mi disse che doveva tutto a un pazzo, che ero io”.
Oltre a Battisti, la sua penna ha arricchito i repertori di grandissimi interpreti della musica italiana: da Adriano Celentano a Mina, da Riccardo Cocciante a Mango e Gianni Morandi.
La sua vita
“Ho avuto momenti continuamente belli”, ha confidato recentemente l’autore tracciando un bilancio della sua vita.
“Mi sento persino protetto per tutta la fortuna che ho avuto. Non solo come autore di canzoni, ma come uomo: ho vissuto tante avventure, a volte mi sono salvato per un capello”.
A novant’anni compiuti, il lascito di Mogol rimane un patrimonio inestimabile: la colonna sonora indelebile di un’intera nazione.
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