L'identità: Storie, volti e voci al femminile Poltrone Rosse



Editoriale

La Lega è a un bivio: Salvini assediato dal Nord e dal passato

di Laura Tecce -


È il paradosso politico con cui il centrodestra si prepara all’autunno: il 4 settembre, a Bari, Fratelli d’Italia celebrerà il record di durata dell’esecutivo, ma proprio mentre Meloni può rivendicare la stabilità del governo, il suo alleato storico è attraversato da una crisi che ormai non si può più archiviare come semplice malumore interno. Quanto durerà ancora Salvini? Perchè nella Lega non si discute più soltanto di linea politica. Si discute di leadership. A rompere il tabù è il capogruppo al Senato Massimiliano Romeo: è il momento di discutere la guida del partito, “i tempi sono maturi”.

Poi ci sono i governatori, da Fontana a Zaia, che chiedono più peso ai territori e un ritorno alle radici del Carroccio. Non è una sfumatura, è un cambio di paradigma concreto. E adesso arriva persino il passato a presentare il conto. Gianluca Pini, ex parlamentare leghista, è tra i promotori del comitato che vuole convocare il congresso federale della vecchia Lega Nord. Nessuna operazione nostalgia, sostengono i promotori, ma il tentativo di riaprire una partita sul simbolo e sull’identità originaria del movimento. E hanno già raccolto centinaia di adesioni tra vecchi militanti e delusi.

Insomma, Salvini si trova stretto tra il presente e il passato. Nel presente c’è Vannacci, che gli contende una parte dell’elettorato di destra. Nel passato ci sono gli ex leghisti che chiedono di riaprire il capitolo della Lega Nord. E dentro il partito ci sono governatori e dirigenti che chiedono di cambiare passo. Ecco perché anche la legge elettorale, dalle preferenze al ballottaggio, non è affatto una questione tecnica.

È una questione di equilibri e di sopravvivenza politica. La domanda, allora, non è soltanto se il “Capitano” riuscirà a restare alla guida della Lega. La domanda è quale Lega arriverà alle prossime elezioni. Quella di Salvini? Quella dei governatori e dei territori? O quella che rischia di essere svuotata da Vannacci? Meloni può festeggiare la longevità del suo governo. Salvini, invece, deve ancora capire quanto durerà la sua Lega.


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