Remigrazione, stretta sulla cittadinanza e classi per disabili: il programma dell’AfD vi ricorda qualcosa?
La vittoria dell’AfD in Sassonia-Anhalt non è soltanto un terremoto politico in Germania. Il risultato arrivato dalle urne racconta qualcosa di più ampio: in Europa cresce lo spazio per una destra identitaria che non attenua le proprie parole d’ordine ma, al contrario, costruisce proprio sui temi più forti una parte rilevante del proprio consenso. E guardando all'Italia il programma di Futuro Nazionale le assonanze non mancano
L’Alternative für Deutschland ha conquistato il 43,8% alle elezioni regionali di domenica in Sassonia-Anhalt, più che raddoppiando il 20,8% ottenuto nel 2021. Un risultato storico, mentre la Cdu del cancelliere Friedrich Merz ha praticamente dimezzato i voti. La crescita della destra radicale tedesca si è imposta con il programma particolarmente duro dell’AfD su immigrazione, identità, scuola e società, complice la centralità attribuita a questi temi durante la campagna elettorale. Ma anche sulla sicurezza, esigenza sempre più avvertita dai cittadini europei alla quale non sempre i governi in carica riescno a dare risposte avvertite come soddisfacenti.
Dalla remigrazione alla cittadinanza
Il programma presentato in Sassonia-Anhalt prevede un’ampia offensiva sulle espulsioni e sulla cosiddetta remigrazione, con un aumento dei rimpatri e dei posti nei centri di detenzione. Sul fronte della cittadinanza l’AfD punta, invece, a cancellare il principio legato al luogo di nascita e a innalzare le barriere per ottenerla. Ma è sulla scuola e sulla dimensione culturale che il progetto assume contorni ancora più netti. Tra le proposte più forti, quella del superamento dell’attuale modello di inclusione degli studenti con disabilità attraverso classi separate. Sempre a propostito di istruzione, l’AfD propone anche la possibilità di ricorrere maggiormente a quella domestica, il divieto delle bandiere arcobaleno nelle scuole e una maggiore valorizzazione dell’identità nazionale tedesca nei programmi educativi. Misure che hanno suscitato fortissime polemiche in Germania. Eppure hanno consentito all’AfD di conquistare oltre quattro elettori su dieci.
Il parallelismo con Futuro Nazionale
Tutte proposte che non suonano come nuove dalle nostre parti. Soprattutto ultimamente. Non sfugge infatti a nessuno che molti dei concetti centrali del programma dell’AfD compaiono, con declinazioni proprie e in un contesto politico diverso, anche nella Base Ideologica e Programmatica di Futuro Nazionale. Il punto di contatto più evidente è la remigrazione. Futuro Nazionale le dedica un piano articolato addirittura in 22 misure, con l’obiettivo dichiarato di invertire il processo migratorio. Anche sulla cittadinanza la linea è particolarmente rigida. Il partito di Vannacci respinge sia lo ius soli sia lo ius scholae e propone di portare a vent’anni il periodo a richiederla. Già solo da questi temi il terreno sul quale si muovono sia Futuro nazionale sia AfD presenta punti di contatto evidenti. Identità nazionale, immigrazione, sicurezza, critica del multiculturalismo e famiglia tradizionale.
Le destre europee e il consenso sui temi forti
Ma se il programma dell’AdF consente un parallelismo con il partito di Vannacci, il risultato del voto della Sassonia-Anhalt offre un’analisi addirittura più ampia. Una chiave di lettura che valica i confini tedeschi e che si estende all’intera Europa. Basta guardare alla crescita dei partiti di Farage nel Regno Unito o di Le Pen e Bardella in Francia per capire come una parte crescente dell’elettorato comunitario guarda con sempre maggiore interesse a proposte ‘forti’, estreme. E ne premia gli inetrpreti, perché la nettezza delle posizioni diventa un elemento di riconoscibilità. Così, parole come remigrazione non sono più ai margini del dibattito, ma diventano i cardini di una nuova proposta politica. L’operazione è riuscita all’AfD in Germania e anche Futuro Nazionale ne sta tentando una simile in Italia.
Una nuova dimensione per l’estremismo
La vera novità di questi movimenti è quella di essere percepiti come estremisti. Non c’è spazio per il politicamente corretto, neanche nel linguaggio, volontariamente aggressivo. E questo perché l’idea è quella di presentarsi esplicitamente come una destra identitaria, distinta da quella conservatrice, per occupare uno spazio che si considera vuoto. Resta da vedere quanto quest’area possa essere ampia nel nostro Paese. Ma il risultato tedesco e i sondaggi che vedono Futuro Nazionale in costante crescita suggeriscono che liquidare certe parole d’ordine come necessariamente minoritarie potrebbe essere un errore di lettura politica. La domanda, allora, non riguarda soltanto quanto i programmi di AfD, Reform UK, Rassemblement national e Futuro Nazionale si assomiglino. È se quella stessa concezione di società che si traduce in proposta politica possa trovare, con forme e dimensioni differenti, terreno fertile anche in Italia e nel resto d’Europa.
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