Un progetto ha analizzato le attività di 14 comunità diffuse sul territorio nazionale fotografandone i risultati
Le Comunità Energetiche Rinnovabili (Cer) smettono di essere una semplice scommessa sulla condivisione dell’energia pulita e diventano un modello sociale ed economico misurabile con precisione.
Cer, un progetto pilota
E’ stato promosso da Fondazione Cariverona insieme a ForGreen. Ha analizzato le attività di 14 comunità diffuse sul territorio nazionale, fotografandone i risultati attraverso una rendicontazione integrata basata sui parametri europei di sostenibilità.
I dati emersi disegnano una realtà in forte espansione. Nel complesso, le strutture esaminate hanno generato oltre 4,5 Gigawattora di energia rinnovabile con più di 400 Megawattora condivisi direttamente tra gli utenti. Ed evitata l’emissione nell’atmosfera di oltre 100 tonnellate di anidride carbonica.
L’analisi
Al di là dei numeri sull’energia prodotta, l’analisi evidenzia il valore sociale assunto da queste realtà locali. L’iniziativa ha coinvolto attivamente oltre 250 cittadini e promosso circa 80 eventi dedicati all’educazione energetica e all’inclusione, trasformando le comunità in centri di aggregazione e cooperazione di quartiere.
L’elemento di novità risiede nel metodo di valutazione adottato. Per la prima volta in Italia viene applicata alle Cer una matrice di indicatori che affianca ai dati quantitativi tradizionali (energia prodotta e risorse economiche mosse) parametri di valutazione dell’impatto sociale.
Tra questi rientrano la capacità di coinvolgere i residenti, il contrasto alla povertà energetica per i nuclei fragili e la trasparenza nella gestione.
L’iniziativa
Punta a definire uno standard di misurazione replicabile anche dalle piccole e medie imprese che scelgono di associarsi alle comunità energetiche per certificare i propri obiettivi ambientali. La presenza di un modello chiaro di rendicontazione consente infatti di verificare se le spese sostenute si traducano in benefici reali e duraturi per i quartieri interessati.
Prossima, la scadenza del 31 dicembre 2027 fissata dal Gestore dei Servizi Energetici per l’ingresso di nuova potenza negli impianti. La mappatura dei risultati perciò offre una prima guida pratica per capire come la transizione ecologica possa trasformarsi in un vantaggio economico e sociale diretto per i cittadini.