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Ex cuoco di Pier Silvio Berlusconi, maxi causa da 500mila euro

di Gianluca Pascutti -

@ANSAfoto


L’ex cuoco Giacomo Canale, 49 anni, viareggino, ha portato in Cassazione una causa da oltre 500mila euro contro Pier Silvio Berlusconi. La somma riguarda straordinari, turni notturni, giornate festive e riposi compensativi che il cuoco sostiene di non aver mai ricevuto. Il periodo contestato copre 11 anni di servizio tra lo yacht Suegno e il castello di Paraggi, residenza ligure della famiglia Berlusconi. Il rapporto di lavoro si è chiuso nel 2018, dopo anni di attività continuativa al servizio della famiglia.

Dalle imbarcazioni al castello di Paraggi

La storia professionale tra Canale e i Berlusconi nasce quando il cuoco ha appena 17 anni. Viene chiamato d’urgenza sullo yacht “Principessa vai via” di Silvio Berlusconi per sostituire un collega infortunato. L’esperienza convince Pier Silvio, che nel 2007 lo richiama per lavorare sullo yacht Suegno. Dal 2010 al 2018 il cuoco viene impiegato stabilmente nelle cucine del castello di Paraggi, dove Pier Silvio vive con Silvia Toffanin e i figli. Qui maturano, secondo la sua versione, gran parte degli straordinari arretrati oggi rivendicati.

L’accordo del 2019 e la contestazione

Nel 2019 le parti sottoscrivono un accordo transattivo sulle somme dovute per lavoro straordinario, festivo e notturno. L’intesa prevede una cifra forfettaria e la rinuncia a ulteriori pretese economiche da parte del cuoco. Successivamente Canale impugna quell’accordo, sostenendo di aver firmato in una situazione di necessità economica. Secondo la sua ricostruzione, la firma avviene nello studio del precedente legale e non in sede sindacale. Il rappresentante sindacale presente, sempre secondo la difesa del cuoco, non sarebbe stato pienamente informato dei contenuti dell’intesa.

I primi due gradi di giudizio

In primo grado il Tribunale del lavoro di Genova ritiene valido il verbale di conciliazione. La richiesta di arretrati viene respinta e viene confermata la tenuta dell’accordo del 2019. In Appello il rigetto viene confermato, con una motivazione che entra nel merito delle pretese economiche. La Corte stabilisce che l’ex cuoco non ha diritto ad alcuna somma e lo condanna alle spese. Un successivo tentativo di revocazione viene nuovamente respinto.

Il nodo degli straordinari e la Cassazione

Il legale di Giacomo Canale contesta il modo in cui sono state valutate le testimonianze in Appello. Secondo la difesa, le dichiarazioni non coprirebbero l’intero arco temporale degli 11 anni di servizio. Da qui nasce il ricorso alla Corte di Cassazione, con udienza fissata per il 29 settembre. La Suprema Corte dovrà pronunciarsi sulla validità dell’accordo del 2019 e sulla valutazione delle prove sugli straordinari. La decisione attesa potrebbe chiudere una battaglia legale iniziata nel 2018 e diventata un caso simbolo sul tema dei diritti dei lavoratori e dei rapporti di lavoro nelle grandi famiglie.

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