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Via alle accise dimezzate: “Sì price cap su benzina e diesel”

I prezzi dei carburanti oggi, i conti dei consumatori. L'appello Codacons: "Un tetto al costo è possibile, vedi Eni"

di Cristiana Flaminio -


Sale la benzina, il diesel (in autostrada) mette nel mirino quota 2,5 euro. Le rilevazioni del Ministero alle Imprese e Made in Italy nell’ultimo weekend prima del price cap ai prezzi dei carburanti, a cui ha aderito ieri Eni fissando i costi a 1,99 euro al litro per la verde e a 2,19 per il gasolio. Fine settimana che comincia all’insegna della corsa ma che fa segnare, almeno sul diesel, una novità non primo da disprezzare: l’aumento del gasolio, infatti, diventa inferiore rispetto a quello delle tasse con l’entrata in vigore delle accise “dimezzate”.

Benzina, diesel e i numeri del Mimit

Nel consueto bollettino mattutino, il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha reso noto che, “in base agli ultimi dati rilevati dall’Osservatorio sui prezzi dei carburanti del mimit”, in data odierna – sabato 26 settembre 2026 – il prezzo medio dei carburanti in modalità self service lungo la rete stradale nazionale è pari a 2,158 euro al litro per la benzina e 2,357 euro al litro per il gasolio. Sulla rete autostradale, invece, il prezzo medio self aumenta naturalmente e si attesta a 2,252 euro al litro per la benzina e 2,439 euro al litro per il gasolio. Con l’entrata in vigore delle accise dimezzate, è naturalmente “salito” il prezzo dei carburanti. Ma il rincaro del diesel è stato inferiore rispetto a quello delle tasse.

L’urlo dei consumatori

Lo sguardo, però, va messo sulla situazione d’insieme. E benzina e diesel stanno davvero facendo penare gli italiani. Il Codacons fa i conti “con i nuovi prezzi dei carburanti aggiornati”. E dunque. “Ad oggi la stangata sul gasolio sfiora da inizio guerra la maxi-cifra di 32 euro a pieno”. E ancora. “Il dimezzamento dello sconto sulle accise da 12,2 a 6,1 centesimi di euro scattato oggi non sia stato ancora interamente trasferito sui listini finali alla pompa, destinati a salire ulteriormente nelle prossime ore”.

Quanto costa (in più) fare il pieno oggi

Ma, appunto, è la situazione d’insieme a far paura: “Rispetto al 27 febbraio scorso, prima dell’inizio del conflitto in Medio Oriente, un litro di gasolio costa oggi 63,4 centesimi di euro in più. Con un incremento in sette mesi del +36,8%”. Non solo diesel, però: “La benzina nello stesso periodo è salita di 48,6 centesimi di euro al litro, pari ad un aumento del +29%. Da inizio conflitto per un pieno di gasolio sulla rete ordinaria gli italiani spendono 31,7 euro in più, mentre per la benzina la maggiore spesa è da 24,3 euro a pieno”.

“Subito il price cap”

La soluzione è, per il Codacons, in quanto è già stato annunciato e messo in campo da Eni e governo ieri. “La mossa di Eni di bloccare la crescita dei listini alla pompa fissando un tetto massimo ai prezzi dimostra come sia possibile intervenire sui prezzi dei carburanti”. Afferma l’associazione. Che pertanto chiede. “Per questo chiediamo oggi al governo di attivarsi ricorrendo allo strumento del price cap. Già da tempo invocato dagli operatori del settore, almeno fino al termine dell’emergenza”. Insomma, la soluzione è mettere un tetto al prezzo di benzina e diesel. Sennò rischiamo davvero grosso.


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