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Economia

La mezza furbata del mercato allargato ma l’Ue ha un problema sul bilancio

Anche Macron risponde ai frugali, è guerra totale a Bruxelles

di Cristiana Flaminio -


L’Ue che si divide su tutto, a cominciare dal bilancio pluriennale, vuole unire i Paesi candidati all’adesione (per ora) nel mercato unico. Ammesso, e non concesso, che un mercato davvero unico ci sia davvero in questa Disunione dei balzelli. Più divisa dell’Italia pre-unitaria, incapace negli anni persino di darsi una Costituzione che pure dovrebbe rappresentare la pietra fondativa di una qualsivoglia entità che abbia ambizioni più grandi della semplice regolamentazione della pesca del cetriolo di mare.

L’Ue si allarga ma c’è il nodo bilancio

L’Ue si divide su tutto. A cominciare dalle nuove adesioni. Inutile girarci intorno, Kiev è, al contempo, una posta succulenta e indigesta. L’Europa ci ha messo gli occhi sopra da decenni, la Russia non accetterebbe minimamente di vedersela strappare. Come si fa? Ecco, in attesa che la guerra sveli un vincitore e un vinto, la richiesta avanzata dagli ucraini di aderire alla Ue è una spada di Damocle, capace (questa sì) di scatenare un’eventuale escalation dai risvolti difficilmente pronosticabili. E poi c’è la vicenda corruzione, gli standard richiesti da Bruxelles sono lontani, per usare un eufemismo. Ma da Kiev, nei giorni scorsi, si sono alzate voci imbronciate. La Ue, ha raccontato a Bloomberg il ministro all’Agricoltura Taras Vysotskyi, “ci ha negato 250 milioni di dollari”. Roba che, di questi tempi, sarebbe davvero una notizia. Ma la domanda non è stata accolta.

La (mezza) furbata dell’apertura del mercato unico

L’Europa ha un problema, sempre più serio, con gli esborsi. C’è, poi, da considerare che prima di Kiev ci sono diversi Paesi (in pratica buona parte dei Balcani) che attendono ancora di capire se Bruxelles è orientata ad accettare o meno, al netto delle perdite di tempo imposte dalle “tabelle di marcia”, le loro richieste di adesione. L’ideona è servita e Politico l’ha spifferata ai quattro venti. Allargare ai Paesi “sospesi” i benefici del mercato unico. In realtà, la questione è molto più furba di così. Tra i settori considerati per una più stretta cooperazione figurano i semiconduttori, le tecnologie quantistiche, le biotecnologie, l’intelligenza artificiale e lo spazio. Tra le condizioni necessarie, l’assoluta, piena e completa, adesione alla politica estera di Bruxelles e il ban alla cessione di ogni tecnologia critica agli avversari geopolitici Ue. Dalla Russia fino alla Cina. Un modo, come un altro, per offrire nuovi mercati alle grandi aziende europee in crisi di idee e nuovi sbocchi al limite della delocalizzazione per le industrie. Riservandosi, contestualmente, una sorta diritto di recesso, una “reversibilità” dell’ingresso per quanto graduale. A costo (più o meno) zero. Il Kosovo, però, glielo ha già mandato a dire alla signora Von der Leyen. Sì, va bene l’ingresso graduale nel mercato unico. Ma ciò significhi pure l’accesso a finanziamenti e programmi europei (con relativi fondi). Eccolo, il busillis. Il bilancio.

Macron sta con gli Amici della Coesione

Dopo la lettera dei frugali che ha chiesto alla Presidenza del Consiglio Ue di sfrondare il bilancio pluriennale (da 2mila e passa miliardi di euro), è arrivata pure l’ambiziosa preoccupazione di Emmanuel Macron. Agli ultimi rantoli di un mandato presidenziale che ha preso una Francia in ambasce e la restituisce a pezzi (e non è solo a causa della polarizzazione elettorale), Macron ha detto che “dobbiamo avere un bilancio più ambizioso”. E lo ha detto durante l’incontro con l’omologo spagnolo Pedro Sanchez, che si è messo alla testa (insieme all’Italia) del cosiddetto gruppo degli Amici della Coesione. “L’ambizione di questo bilancio è fondamentale per rispondere a quello che oggi è il principale fattore che spiega il problema europeo: la sua mancanza di innovazione”, ha proseguito Macron, sostenendo che “l’innovazione potrà realizzarsi soltanto se avremo finanziamenti pubblici e finanziamenti privati. Da qui l’importanza di un mercato unico dei capitali molto più forte”. Non ditelo, per favore, all’amico Merz. Che, pressato da ogni parte (e con Afd che vola nei sondaggi), dice che il bilancio va tagliato di “centinaia di miliardi”. La presidenza irlandese del Consiglio Ue sembrerebbe avere in animo di rinnovare la proposta di bilancio tagliando un centinaio di miliardi. Cosa che, prevedibilmente, ha mandato in corto circuito le cancellerie degli Stati, non solo quelli “amici della Coesione”. Il tema, e si ritorna all’inizio, riguarda il futuro dell’agricoltura. I trattori hanno già invaso Bruxelles. E potrebbero tornare a farlo.


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